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preparativi pre incontro

Il progetto “campi veloci” della Fit. E le abitudini, la tradizione di chi per anni si è sentito, si sente ancora fino al midollo “terraiolo”.

Il tennis italiano prova a dar nuova linfa a quella che è già una visibile inversione di tendenza e per farlo ha scelto di puntare sulle superfici rapide, quelle su cui si giocano l’80% dei punti Atp.

La svolta, anzi, rivoluzione, ha trovato orecchie attente anche in Friuli Venezia Giulia, dove 9 campi su 10 sono in terra battuta. Il presidente del Comitato regionale, Antonio de Benedittis, ha sposato con convinzione il nuovo corso, pur senza imporre obblighi alle societ� : “Ci mancherebbe, tanto più in tempi di difficoltà economiche come quelli che stiamo attraversando ” spiega -. Ma proprio sotto il profilo economico, l’investimento sui campi veloci può rappresentare la scelta giusta, quasi inevitabile, visti i ridotti costi di manutenzione di cui necessitano. Bisogna provare a cambiare mentalità, compiere un salto prima di tutto culturale: non credo che il processo sarà rapido, ma bisogna anche considerare che le superfici sintetiche d’ultima generazione sono quasi simili, per quuel che concerne le ricadute a livello fisico e muscolare,alla terra battuta e, quindi, adatte anche agli amatori e a chi lamenta determinate fragilità”.

De Benedittis ben si ricorda la rivolta che ci fu quando fece giocare i campionati under sul veloce: “Ma la musica sta cambiando. Lo hanno compreso, in particolare, i giovani tecnici, e chi dirige i circoli più grandi. Le società sono libere, ma se un giorno avessi i soldi per costruire un centro tecnico, la Fit mi imporrebbe, a ragione, di dotarlo di campi rapidi”.

Non è un caso, dunque, che i campionati assoluti regionali, che si svolgeranno dall’8 al 18 settembre, si disputeranno sul veloce; ad ospitarli sarà il Modus di Tarcento. Nelle convergente direzione, inoltre, va la scelta della Ca’ d’oro Cup, il campionato invernale a squadre, con il peso dato al doppio, che vale due punti. Già il doppio: imparare a giocare a rete fa parte della rivoluzione culturale di cui sopra.

Si dir� : e i campioni dove mai sono? Qualche buon giovane la nostra regione negli ultimi anni è riuscita ad esprimerlo; ma l’aspetto positivo riguarda la vitalità del movimento: “Stiamo rivedendo gli iscritti ai tornei che c’erano negli anni Novanta, fino ad arrivare a 130-140 giocatori per manifestazione” aggiunge orgogliosamente il presidente. Anche a queste latitudini il tennis pare aver imboccato la strada giusta.

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