Un campionato indecifrabile, quello della Triestina. Partita con velleità non celate, la squadra alabardata si è trovata presto di fronte a una dura realtà , alla quale ha cercato soluzione, secondo un consolidato costume calcistico, cambiando l’allenatore.
A Luca Gotti erano state affidate le sorti della compagine, puntando sulla sua giovinezza e sulla carica di vitalità che avrebbe potuto esprimere. Ma il campionato non ha tempo per le discussioni filosofiche nè si può permettere di temporeggiare, in attesa di situazioni migliori di classifica. Cos» per Gotti è venuto presto il momento del congedo, per far posto a Mario Somma, noto fino a quel momento soprattutto per essere il commentatore televisivo della rubrica Rai del sabato pomeriggio, dedicata alla Serie B.
Buona la prima, dicono i cineasti in sede di riprese. Cos» è stato anche per Somma, che al primo impatto ha colto un pareggio a Empoli, per superare poi il Gallipoli. Sette partite senza sconfitte e con quattro vittorie avevano ridato fiato alla tifoseria, alla squadra e alla società . Ma il giocattolo si è rotto subito, ed è stato un disastro, perchè sono state registrate nello spazio di sette giornate sei sconfitte, con in mezzo la sola vittoria ottenuta sul Mantova, ormai avversario diretto nella lotta per la salvezza. Perso in casa dopo avere dominato la gara, contro il Sassuolo, Fantinel ha deciso che era venuto il momento di cambiare, prima che sia troppo tardi. “Non ci sono più alibi – ha detto con fermezza – adesso i giocatori devono assumersi le loro responsabilità ”. Sta di fatto che durante il breve regno silenzioso di Gotti e quello più vociante di Somma l’aria che tirava nello spogliatoio non era proprio la più respirabile. Sussurri e indiscrezioni hanno fatto affiorare un malcontento della squadra o di parte di essa, nei confronti del tecnico. Non c’è stato sabotaggio, ma lo spirito non era quello dell’assalto all’arma bianca, per non essere sopraffatti. Accadeva infatti in quasi tutte le partite che la Triestina, dopo un primo tempo piacevole ed efficace, mollasse i remi lasciando andare la barca in bal»a dell’avversario. Da qui le sconfitte a ripetizione, l’allarme rosso, il congedo forzato di Somma. In gennaio ci sono state diverse novità nella formazione, la più clamorosa rappresentata dalla partenza di Agazzi, portiere di sicuro avvenire, per Cagliari, a sostituire l’infortunato Marchetti. A Cagliari Agazzi doveva andare a fine campionato, ma è stato reclamato subito. Via anche i meno celebrati Crovetto (Taranto) e Figoli (Messico), sono arrivati giocatori importanti, che alla lunga dovrebbero dare un volto più tecnico e razionale alla squadra: Pasquato, Colombo e D’Aversa sono elementi di sicuro affidamento, ma è giunto anche il portiere Calderoni, dal Torino come Colombo, e per quello che ha mostrato finora appare in grado di ovviare nel migliore dei modi alla partenza di Agazzi. Via Somma, il nuovo tecnico chiamato è Daniele Arrigoni, con esperienze importanti in serie A, carattere fermo. Il futuro è nelle sue mani; già nella partita più prossima, a Lecce, la Triestina dovrà dimostrare di che pasta è fatta. Arrigoni non può fare miracoli in poco tempo. La rinascita deve venire dai giocatori, dopo il successo di Salerno e il pareggio con il Cesena, partita senza storia, decisa in parità dal fango del “Rocco”.




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