Le imprese australiane del tennista mestrino che milita nel club friulano. La coppa Davis? Perchè no…
Non deve essere un caso se l’Atomat tennis udinese ha per simbolo il canguro. Perché nella terra dei canguri l’afiere della società friulana, ossia Matteo Viola, ha colto l’affermazione più rilevante della sua carriera ormai in rampa di lancio, qualificandosi per il tabellone principale dell’Australian Open.
E poco importa se Viola è uscito al primo turno, superato in tre set dal colombiano Santiago Giraldo, numero 51 del mondo e vecchia volpe della racchetta. Il nostro ha resistito un set, durato un’ora abbondante, prima di cedere sul piano nervoso e atletico; ma del resto, Viola era reduce da tre turni di qualificazioni passati alla storia per la durezza delle sfide e per le rimonte incredibili messe a segno dal ragazzo di Mestre. Mai si era visto qualcuno risalire la corrente annullando qualcosa come 7 match point; risalire e vincere dopo essere stato sotto 5-0, 40-0: imprese del genere riescono quando si hanno motivazioni forti e una condizione psico-fisica notevole.
Viola aveva già fatto capire di essere in ascesa aggiudicandosi di recente un torneo Challanger in terra sudamericana, che gli è valso l’ingresso nei primi 150 del mondo. Adesso salirà ancora, grazie al risultato di Melburne, che tra l’altro gli permetterà di mettere via un buon gruzzoletto,utile per affrontare la stagione con maggiore serenità. All’Atomat hanno festeggiato, e a ragione, il risultato ottenuto da Viola, giunto ad un passo dal poter sfidare Djokovic, il numero uno al mondo.
Ormai il legame che s’è creato tra il giramondo Matteo e il circolo udinese è decisamente forte: i contatti con l’allenatore e compagno Andrea Marcon sono quotidiani, ed è di pochi giorni fa, prima della partenza per l’avventura Australia, la notizia del sì di Viola a disputare un’altro campionato, quello di A2, nelle file dell’Atomat di patron Dall’Armi.
Il fatto è che Viola, contattato perché abitava non così lontano dal Friuli, ha conquistato tutti per l’umiltà e la dedizione con cui affronta la sua attività di tennista. Si tratta di un regolarista che tiene lo scambio, che attende prima di affondare i colpi, che è completo perché buon doppista, che sa esprimersi bene sia sul veloce che sulla terra. Chissà che non si spalanchino a breve anche le porte della Coppa Davis… Già, chissà. Intanto l’Atomat se lo tiene stretto e pensa a preparare l’assalto alla massima serie nazionale; assalto che verrà preparato anche nel ritiro, previsto questo fine settimana, in quel di Spittal, in Austria. Dove Marcon e soci attendono il loro Matteo Viola, per dirgli bravo, e per preparare le partite e i tornei che verranno.
È una buona notizia, quella degli exploits di Viola, anche per il tennis regionale. Tanto più considerando che si tratta di un giocatore ancora giovane e dai margini di miglioramento difficili al momento da quantificare, ma comunque sicuramente rilevanti.
L’esperienza a certi livelli, inoltre, è componente essenziale per volare in alto e restarci. Dopo quello che è riuscito a combinare nella terra dei canguri, Matteo sembra davvero capace di tutto, anche di stupire, anche di entrare tra i primi 100 del mondo.





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