Brusco risveglio: la Fenice travolge il Maccan Prata

Brutto e brusco risveglio, per il Maccan Prata, che dopo l’impresa dei quattro successi consecutivi in altrettante giornate incappa in un meritato ko interno con la Fenice VeneziaMestre. Un 5-8 frutto di un primo tempo di assenza e di una ripresa che solo nei minuti finali, complice il portiere di movimento, si fa più equilibrata. Gialloneri che scivolano così in terza posizione, staccati dall’Imolese e superati dal Miti Vicinalis.

Ospiti in vantaggio già a 1’48”, con Botosso chirurgico nel rasoterra da fuori. La reazione del Maccan è tutta in un legno di Štendler a 2’54”, prima del tap-in di Cavaglià per il raddoppio a 3’20”. La gara, poi, resta viva per altri 4′, senza però grossi sussulti, se si eccettua una parata in spaccata di Molin su Štendler a 5’45”. La svolta arriva a 7’27”, quando Marton ribadisce in rete un palo di Cavaglià. Di lì in poi solo Fenice. A 8’06” Bertuletti sorprende Marchesin su punizione; a 9’36” è Caregnato a scaricare il piattone sul secondo palo a tu per tu con l’estremo, e a 10’16” è il turno di Nalesso, da centrocampo, dopo una respinta di Marchesin su Caregnato.

Solo a 11’54” si rivede il Maccan, solo col suo capitano Aziz, che insacca da posizione defilata al culmine di un’azione insistita. Potrebbe essere l’inizio della riscossa, ma così non è, anche perché il quintetto mestrino è bravo a chiudere gli spazi a dovere, costringendo anche nella ripresa gli uomini di Salfa ad uno sterile possesso palla nonostante la superiorità numerica del portiere di movimento. Nel frattempo, per giunta, la forbice si allarga ancora. A 1’48” ci si mette pure la sfortuna, con Della Bianca che anticipa il proprio attaccante trafiggendo però Marchesin. Quindi, a 5’48”, l’ottava marcatura ospite con uno spietato Botosso.

Davvero impressionante il cinismo degli ospiti, autentici cecchini. Anche loro, tuttavia, accusano inevitabilmente la stanchezza, e col passare dei minuti la pressione psicologica si fa sentire. Così, basta la carica di Aziz a rendere meno pesante il passivo. Tre tap-in del capitano (9’51”, 13’44” e 18’37”), più uno di Moras (17’46”) non bastano però a rimediare a 20′ abbondanti di sonnolenza, bensì solo a ridurre lo scarto a sole tre reti. Mercoledì di nuovo a Pordenone per la Coppa Italia: servirà ben altra partita.