Calcio A 5 – Maccan Prata beffato nel finale dal Mestre

Arriva a 29″ dalla sirena la beffa, per il Maccan Prata. Dopo aver condotto i giochi fino a meno di 4′ dalla fine, i gialloneri chiudono con uno sfortunato 3-4 l’ultima al PalaPrata contro il Città di Mestre. Una prestazione generosa, quella degli uomini di Mario Lovo, che mancano solo nel finale. Ancora niente salvezza, dunque, alla luce del successo del Vicenza a Belluno: si deciderà tutto all’ultima giornata, in cui occorrerà vincere a Bolzano sul parquet della già retrocessa Atesina per avere la certezza di evitare i play-out; anche un pari potrebbe non bastare, qualora i berici dovessero assicurarsi l’intera posta contro il Miti Vicinalis (a parità di punteggio, infatti, gli scontri diretti piegherebbero la bilancia in favore della diretta concorrente).

Gara emblema della stagione giallonera, condizionata a tutto tondo dalla sfortuna. Ad aprire le marcature sono i veneziani, a segno con Digão da distanza ravvicinata a 05’47”. A ristabilire la parità ci pensa Štendler a 09’11” sugli sviluppi di un pregevole schema da calcio d’angolo: battuta di Spatafora, velo di Buriola e rasoterra violento dello sloveno. I gialloneri, in altre parole, se la giocano alla pari e a 16’41” riescono addirittura a ribaltare l’incontro con un tiro di Spatafora dalla trequarti sinistra, che sorprende Tiozzo sul primo palo.
Così al riposo. Al rientro una fulminea incursione in area di Štendler su corner di Spatafora illude ancora di più il Maccan, che prende a condurre con due reti di scarto e un’organizzazione difensiva eccellente. Solo un paio gli interventi – superlativi – di Bastini, e quando non c’è lui ci pensa la traversa (Vettore a 07’04”). La carica, il Città di Mestre, la suona a 13’23” con Vettore, che infila Bastini sotto l’incrocio con una conclusione dalla trequarti sinistra che l’estremo riesce solo a smorzare. Di lì in poi si soffre. Il pari arriva a 16’17” e porta la firma di Biancato in contropiede, su spunto di Zakouni. Seguono un paio di occasioni per parte, fino al colpo del ko, a 29″ dalla sirena, di Vettore, con un tocco sottomisura.