Calcio A 5 – Hellas dominante, il City soccombe

I veronesi dominano una gara a serio rischio rinvio (giro dei tamponi effettuato soltanto due ore prima del fischio d’inizio…), peccando di presunzione a metà ripresa, quando la formazione di Pittini prova a rifarsi sotto. Ma non c’è storia:  finisce 11 – 5

UDINE CITY – HELLAS VERONA    5 – 11 (2 – 5)

Gol: 50”pt e 15’58” pt e 12’10”st Guidolin, 1’37”pt e 10’33”pt 9’43”st Buonanno, 9’17”pt e 16’44”st Da Silva, 16’42”pt e 19’20”pt e 17’03”st Monzali, 4’59”st Carone, 12’39”st e 12’59”st Chtioui, 17’53”st e 19’58” st Amoroso

UDINE CITY: Tomasino, Sironi, Fabbro, Guidolin, Della Bianca, Zanuttini, Barile, Chtioui, Ljuskic, Martinez, Urban. Agrizzi. Allenatore: Pittini.

HELLAS: Fontaniello, Da Silva, Gyedu, Tirapo, Ziberi, Amoroso, Monzali, Rocha, Carone, Buonanno, Mazzoni, Donin. Allenatore: Milella.

Arbitra 1: Fior di Castelfranco Veneto. Arbitro 2: Colombin di Bassano. Cronometrista: Zucchiatti di Tolmezzo.

NOTE: gara a porte chiuse. Ammoniti: Sironi, Chtioui, Guidolin, Buonanno.

Tiri liberi:  0/0,  0/0

LA CRONACA – A soli dieci giorni dal match di Verona, Udine City ed Hellas si sono ritrovate per disputare la sfida di ritorno. Robe da football d’Oltremanica, che la pandemia ha trapiantato anche nel campionato italiano. Un confronto che ha rischiato seriamente di saltare per la mancata effettuazione della “tamponatura” prevista dal nuovo protocollo Covid – 19. Ma che ha poi potuto avere regolare svolgimento soltanto grazie alla buona volontà e alla disponibilità del club friulano, fattosi in quattro – nonostante il disguido non dipendesse dalla propria volontà – per garantire il rispetto delle regole e non vanificare il viaggio del team veronese. Dunque: giro tamponi effettuato attorno alle 14 e, due ore dopo, il calcio d’inizio.

Con una coppia di arbitri decisamente diversa (se non altro riguardi al sesso: inizialmente erano state infatti individuate due donne, per un terzetto in rosa, visto che il cronometro è stato azionato dalla tolmezzina Zucchiatti) da quella originariamente designata.  Nonostante la falsa partenza, l’Hellas ha vinto piuttosto nettamente: se si esclude una fiammata dei padroni di casa (divario limato dal 2 – 7 al 5 – 7) attorno a metà della ripresa, Amoroso e soci hanno sempre avuto in mano il controllo delle operazioni.

Cosi come all’andata, non trascorre nemmeno un minuto e l’Udine City (prova dello squalificato Turolo e dell’acciaccato Goranovic) la sblocca: assist di Sironi per Guidolin che approfitta di un momento di solitudine per estrarre  dal repertorio la stoccata vincente. Rabbiosa reazione del Verona e Buonanno infila Tomasino sul suo palo. Dall’altra parte, invece, Fabbro si mangia davanti al portiere una rete quasi fatta, mentre Chtioui colpisce il palo a portiere battuto. Come spesso accade nel calcio, il conto da pagare è salato: punizione laterale, conclusione di Da Silva e il Verona è in corsia di sorpasso. L’Hellas gioca con estrema leggerezza, Buonanno non ha pietà e triplica. Poco dopo i veneti graziano momentaneamente l’Udine City: Tirapo, a porta spalancata, la mette incredibilmente sul fondo. Barile salva sulla linea una finalizzazione di Amoroso; sul rovesciamento, invece Guidolin, servito da Zanuttini abilissimo, prima in fase di recupero e poi in assistenza, infila il 2 – 3.

L’illusione friulana dura poco perché Monzali va per la doppietta personale: prima cala il poker, centrando l’angolino; poi si ripete, freddando Tomasino. L’Udine City si ripresenta con Agrizzi tra i pali: per il neo entrato c’è subito lavoro da sbrigare su incursione di Da Silva. Ma il sanguigno “Toni” nulla può su Carone, il cui tocco è agevolato da una difesa compiacente: e sono sei. Della Bianca sfiora l’incrocio, ma si fa superare da Buonanno che infilza Agrizzi. Guidolin è un sorso d’acqua nel deserto e firma la sua tripletta personale (aggiornando a 568 il monte reti in carriera). Allora pure Chtioui si scatena, iscrivendosi due volte a referto. La gara sembra tornare in bilico, ma ci pensa Da Silva, in giravolta, a scaricare sotto la traversa un siluro mancino che Agrizzi memmeno vede. Monzali allarga nuovamente il fossato a 4 reti di scarto e Amoroso timbra infine la sua prima rete pomeridiana. E mentre Pittini concede ad Urban la gioia dell’esordio in B, un Amoroso per nulla sazio si prende l’ultimo sfizio: 11 – 5. Il divario numericamente più pesante accusato del City in serie B.