Dorigo, il nuovo Villa balla senza libero

villa 2015Sedici anni di presidenza ed un desiderio fortissimo: vincere un trofeo per onorare la bacheca ancora vuota di una società nata nel 1923. Il Presidente Enzo Dorigo trasmette profonda passione e ci racconta l’inizio di stagione del Villa, nella prima categoria del campionato Carnico, ricordando che “c’è bisogno di un gruppo che ci crede”.

– Partiamo dal bel 5 a 0 dell’ultima giornata.
È stata una partita che ha avuto due frazioni ben distinte di gioco: si vedeva che eravamo superiori ma l’Edera aveva opposto una discreta qualità. Poi però con l’espulsione di Burba gli equilibri si sono sfalsati e per noi è diventato più facile esprimerci. Abbiamo cercato più che altro di giocare, di costruire trame, consapevoli del fatto che a breve ci attendono scontri importanti.

– In rete 5 giocatori diversi: cosa denota questo dato?
Stiamo bene, esprimiamo un bel calcio anche se siamo freschi di “restyling”. Solitamente il Villa era abituato a giocare con il classico libero e con i 3 dietro. Quest’anno invece il mister ha deciso di passare a quattro: i giocatori sono stati molto bravi ad apprendere in fretta questo nuovo sistema, anche grazie all’ausilio di qualche giocatore esperto acquistato. Adesso ci sono più inserimenti, più alternative, il modo di giocare è più arioso, non abbiamo l’assillo della marcatura ed è bello vedere andare in rete tanti giocatori diversi.

– Siete gli unici a punteggio pieno: come sono state le due sfide con Real Imponzo e Bordano?
La prima partita la temevamo perché il Real è sempre il Real: società che ha vinto tanto, con carattere, che da 7-8 anni ha lo stesso allenatore, con la spina dorsale forte e che ha inserito qualche giovane di qualità. Siamo andati sul campo d’Imponzo un po’ timorosi poi, nell’arco del match, sono usciti i nostri valori e, nonostante lo svantaggio su rigore, ci siamo messi lì a testa china ribaltando il risultato. Peccato per la sciocchezza dell’espulsione e la sofferenza degli ultimi 15 minuti, ma ne siamo usciti vittoriosi. Con il Bordano invece è stato più semplice: loro hanno bisogno di ancora un po’ di tempo per amalgamarsi e la partita si è chiusa già nel primo tempo. Forse avevamo ancora un po’ le polveri bagnate, ma l’importante è vincere, perché ti aiuta ad acquisire mentalità.

– Obiettivi stagionali?
Ci mettiamo fra le 3-4 che lotteranno per vincere il campionato. 2 anni fa ho capito che ci vuole carattere, fortuna e mentalità. In quell’occasione lo perdemmo perché probabilmente non abituati alla pressione, a lottare per questi obiettivi. Arrivati lì siamo crollati sotto l’aspetto psicologico: sotto il profilo del gioco ci siamo sempre stati. Adesso con Barburini, che ha dato mentalità a questi ragazzi, potrebbe essere più facile: ci siamo costruiti la corazza e ci stiamo preparando per lottare. Ora è presto ovviamente per parlare di queste cose, ma daremo il massimo. La storia poi dice che i campionati del Carnico si vincono ad agosto, perché è il mese delle sagre, delle feste, eccetera (ride, ndr). Bisogna avere dedizione, credere agli obiettivi per cui la società si sta tanto impegnando. Abbiamo intrapreso la strada giusta.

– Chiudiamo con un accenno alla Coppa…
La Coppa nell’ambito del Carnico è un trofeo ambito: chi arriva in finale può godersi una cornice di pubblico che si vede solo in Lega Pro, con oltre 2.000 persone. Soddisfazioni uniche. Inoltre la finale la giocheremmo in casa: quindi ci teniamo davvero tanto. Siamo partiti bene anche lì, ora aspettiamo il Ravascletto: molta attenzione a non sottovalutare gli avversari anche se siamo favoriti, ci vorranno le giuste motivazioni.  (Luca Feole)