Calcio femminile, ma non a scuola

La squadra esordienti del Chiasiellis.

Finiti i tempi dei campionati studenteschi, il trampolino è nei vivai dei club

Una decina di anni fa, il campionato studentesco di calcio femminile ha costituito un grande trampolino di lancio per molte ragazze che volevano avvicinarsi a questo sport. Attualmente nessuno degli istituti superiori di Udine propone come attività integrativa il calcio femminile, ma se andiamo a sbirciare ad esempio nel sito del Liceo scientifico Marinelli, scopriamo che gli studenti possono partecipare, oltre alla classica corsa campestre, al campionato di sci, alle gare di nuoto e addirittura a quelle di ping pong. Diversi allenatori di calcio femminile lamentando la interamente in rosa.

E’ il caso della Graphistudio Tavagnacco, sicuramente la società con il settore giovanile più completo nel panorama regionale, tanto da vantare una squadra in ben 5 categorie: pulcine, esordienti, giovani calciatrici, primavera e ovviamente prima squadra. La peculiarità di pulcine ed esordienti è quella di cimentarsi in campionati non esclusivamente femminili, dove militano cioè squadre di soli maschi o anche miste, cioè composte da giocatori di entrambi i sessi. Le giovani calciatrici, ragazze under 14, hanno invece un campionato a parte, cui prendono parte, oltre al Tavagnacco, che partecipa con ben due squadre, il Pro Farra ed il Pasiano. La vittoria in questo mini torneo regionale consente l’accesso alla fase nazionale, confermando che il movimento calcistico femminile sta prendendo sempre più piede, anche se soprattutto nelle altre regioni. Il Chiasiellis, l’ altra società di punta del calcio femminile regionale, ha iscritto per la prima volta quest’anno al campionato esordienti una squadra di sole ragazzine e per i prossimi anni si pone come obiettivo la creazione della scuola calcio. Proprio la squadra esordienti del Chiasiellis ha recentemente preso parte ad un quadrangolare con Porcia, Pasiano e Vittorio Veneto (piazzandosi al secondo posto), dimostrando cos» la volontà delle società di rendersi sempre più visibili anche nei settori giovanili. Proprio l’allenatore delle piccole biancocelesti, Silvano Grigolo, ammette però che basta guardare al vicino Veneto, dove la tradizione del calcio femminile è molto forte, per rendersi conto che i passi da fare, nel settore giovanile, sono ancora molti…anche se la strada imboccata pare essere quella giusta.

Anna Dazzan