I dribbling di Silvia, così fragile e così forte

I dribbling di Silvia, cos» fragile e cos» forte “Quando avevo 16 anni e qualcuno mi chiedeva cosa volevo fare da grande, rispondevo: la calciatrice! Ora ho ridimensionato i miei sogni da adolescente, ma conservo la stessa voglia di giocare della ragazzina che ero”.

Oggi Silvia Sedonati, prima punta dell’Alibus Chiasiellis, ha 30 anni, gestisce un locale a San Martino di Campagna (lei è di Maniago) e appena la madre le dà il cambio, percorre gli oltre 50 chilometri che la separano dal campo di allenamento. Rapporto strano, quello di Silvia con il calcio. Un grande amore sbocciato da bambina, nella squadra locale di maschietti, e maturato all’improvviso con il debutto nella serie A femminile a soli 14 anni con la maglia della storica Friulvini di Pordenone. “Dopo un anno mi sono trasferita a Verona, sembrava il treno della vita. Mi allenavo al fianco di Carolina Morace, partecipavo a conferenze stampa e ho addirittura vinto uno scudetto. Da amante del calcio non potevo chiedere di più”. Ma Silvia, friulana e oltremodo caparbia, non si è montata la testa per questo. Dopo il fallimento del Verona al femminile e una stagione in serie B, sono arrivati cinque lunghi anni di black-out: “Sono stata lontana dai campi per la paura di stare male. Avevo un blocco psicologico e nonostante tutte le visite dicessero il contrario, credevo di avere qualche problema fisico”. E dopo anni di partite di tennis giocate senza mai sforzarsi oltre un certo limite, arriva la nuova sfida. Un allenatore che le diceva che mai avrebbe potuto guidare una squadra di donne, diventa il tecnico del Campagna che milita in C e gioca a pochi chilometri da casa sua. Silvia si rimette il borsone in spalla e si presenta al campo. Troppo forte la passione e troppo grande la tentazione di scoprire quanto ancora c’è della calciatrice che dopo scuola faceva tre ore di treno per andare ad allenarsi. Il fisico c’è e la testa tornerà a suon di gol, anche se nella prima partita chiederà il cambio dopo cinque minuti. Con il Campagna conquisterà due promozioni, fino all’A2. Poi arriva il 2007, l’anno di burrasca: cinque giornate di squalifica, i problemi in spogliatoio, la retrocessione. Ma per Silvia passa un altro treno. A distanza di quindici anni ha la possibilità di giocarsi un’altra serie A, questa volta con la maglia del Tavagnacco. “Ringrazierò sempre questa società per avermi riportato in alto. E anche se non ho trovato molto spazio e la mia avventura in gialloblu è durata solo un anno, li ringrazio per avermi dato la possibilità di dimostrare prima di tutto a me stessa quanto ancora valgo”. Quest’anno è entrata nella rosa del Chiasiellis e ha voglia di giocare come non ne ha mai avuta e nonostante lo stop, le paure e un cammino più lungo del previsto, può dire di aver realizzato il suo sogno di bambina.
Anna Dazzan