Il "no" di Elisa alla Nazionale di Ghedin

Ruggini col ct: la Camporese ha scelto il Tavagnacco e lo studio Elisa Camporese, nata a Padova nel 1984, giocava negli esordienti dell’Arcella quando ha scoperto che il mondo del calcio femminile non sarebbe stato tutto rose e fiori. Dopo un provino era stata scelta dagli osservatori dell’Inter, ma solo perchè i talent scout nerazzurri non si erano accorti che in realtà era una ragazzina: ovviamente non se ne fece più nulla.

Ma Elisa ha continuato la sua carriera fino a diventare la giocatrice talentosa che è oggi; l’esterno sinistro della Graphistudio Tavagnacco, ha ricevuto la prima chiamata in Nazionale a soli 17 anni, quando a guidare la rappresentativa l’Italia in rosa c’era una certa Carolina Morace. Poi, quattro anni fa la decisione di lasciare il club azzurro per dedicarsi esclusivamente alla squadra di club e all’università. “Nel 2005 è diventato allenatore dell’Italia Pietro Ghedin e ho avuto subito con lui dei problemi sul piano personale. Non potevo, da giocatrice, discutere le sue scelte tattiche; ma quando gli ho chiesto delle spiegazioni mi ha risposto che se in campo non facevo la differenza potevo anche starmene in tribuna”. Sicuramente anche il modus operandi del nuovo ct, cos» diverso da quello spiccatamente professionistico della Morace tanto stimata da Elisa, ha fatto s» che la patavina trapiantata in Friuli decidesse di salutare la Nazionale. Da allora molto è cambiato: il trasferimento da Bardolino a Tavagnacco, l’adesione al progetto gialloblù di far crescere questa squadra nel tempo e, quindi, l’iscrizione alla facoltà di Lingue dell’università di Udine, perchè di solo calcio una ragazza non può vivere. Elisa ora ha 25 anni e sa che le scelte che ha fatto sono state quelle giuste: la Graphistudio è la terza forza della serie A e tra pochi mesi lei potrà indossare la corona di alloro che incorona i nuovi laureati. I 14 gol che ha messo a segno finora sono la firma ad una stagione spettacolosa, iniziata per la prima volta con la fascia di capitano al braccio. Per quanto riguarda il capitolo Nazionale, quest’estate ci sono gli Europei e per la Camporese “sarebbe assurdo prendere il posto di altre ragazze che hanno lavorato due anni per conquistarsi la qualificazione al torneo continentale”: e anche per questo rifiuta le convocazioni. Però mister Ghedin non ha mai smesso di seguire le imprese del capitano gialloblù, consapevole che si tratta di una delle più forti giocatrici dell’attuale panorama calcistico italiano. Ma non c’è nulla che il Ct possa dire per farle cambiare idea: finchè alla guida della nazionale ci sarà Ghedin, la risposta di Elisa sarà sempre un garbato: “No, grazie”.

Anna Dazzan

Camporese, a destra, contrastata dalla Bucovaz nel derby d’andata tra Tavagnacco e Chiasiellis