La Graphistudio Tavagnacco conquista la Coppa Italia

Successo in Coppa Italia per la Graphistudio Tavagnacco
Successo in Coppa Italia per la Graphistudio Tavagnacco

Un Tavagnacco stellare domina la finale di Coppa Italia, spegne le velleità del Verona e conquista il primo trofeo della sua giovane storia. E’ la vidimazione di una stagione fantastica, iniziata a fari spenti, senza i favori del pronostico e che aveva già portato in dote la qualificazione alla Champions League.

Non sono ancora trascorsi 5 minuti che le ragazze di Marco Rossi sono già avanti: Mauro approfitta di un “misunderstanding” della difesa veronese e va in buca da posizione defilata. Colpita a freddo, Verona cerca di reagire ma Zorri, una delle tante ex in campo, ha il piedino infelice e spara alla luna. Al 18’, invece, un sinistraccio dalla distanza di Squizzato scheggia la traversa. Poi, però, si comincia ad intuire chi comanderà. Bonetti comincia a dipingere calcio, accende la luce e invita Brumana sulla strada della gloria: stavolta, però, alla capitana manca la freddezza e Ohrstrom spegne il rasoterra. E’ gran momento Graphistudio che, da autentica padrona del campo, avrebbe in canna il raddoppio: ma Camporese, servita ancora una volta dal magico sinistro di Bonetti, spara sull’esterno della rete. Nuova chance per le Rossi – girls alla mezzora: azione prolungata, Mauro crossa come riportato dai manuali e Bonetti incorna “troppo” bene per preoccupare Ohrstrom.

Nella ripresa il Tavagnacco è ancora più compatto ed organizzato: all’8’ Mauro guadagna un calcio di punizione e il sinistro al veleno di Bonetti è gestito, non senza problemi, da Ohrstrom. Al 12’, invece, Marchitelli sfodera una paratissima su colpo di testa di Girelli. Sarà l’unico guizzo veronese perché, dalle parti di Martinelli e Laterza, non passerebbe nemmeno Messi. Al 18’ il meritato raddoppio delle friulane: l’imprendibile Mauro vola sulla fascia e suggerisce per Camporese, brava a tagliare l’area. Il sinistro della nazionale è deviato dal portiere, ma si spegne in fondo alla rete. Al 33’, poi, Zuliani, invitata al banchetto da una super Rodella, sfiora il tris. Il sinistro a colpo sicuro della bujese è però neutralizzato in angolo da Ohrstrom. Si aprono praterie verso la porta delle venete, annichilite anche sul piano fisico, potrebbe finire in goleada e Brumama si “permette” pure di spedire nella spazzatura una perla della solita Camporese. Ma poco importa, la Coppa Italia finisce nella bacheca del Tavagnacco.

“E’ il coronamento di un sogno iniziato sette anni fa – sottolinea un emozionatissimo ds Di Benedetto – e spero sia il primo di una lunga serie. Partita dominata, senza storia, con una stratosferica Mauro. Che, se fossi in Cabrini, porterei agli Europei.”

“E’ il primo trofeo assoluto per la nostra regione dopo 30 anni di lavoro – ricorda il responsabile Elio Meroi – ed è grande il merito di una società che, da anni, opera con capacità ed intelligenza. Spero che questo successo dia ulteriore impulso al movimento: perchè abbiamo il tetto, ma ci mancano le fondamenta.”