Vissa: “Il calcio femminile versa in condizioni penose!”

Una fase di Pro Staranzano - Montebello
Una fase di Pro Staranzano - Montebello
Una fase di Pro Staranzano – Montebello

Il calcio femminile è sotto shock per la resa del Rivignano. Resa confermata dal presidente Sergio Comuzzi: “Non ci sono novità positive e non si sono aperti spiragli capaci di rimettere in discussione quello che abbiano deciso, ossia che non ha più senso proseguire l’attività in queste condizioni”.

A infliggere il colpo di grazia sono state le difficoltà economiche, andate a sommarsi alla scarsità di giovani calciatrici, del resto spesso e volentieri preda delle società nostrane di serie A. Talché la base del calcio femminile regionale s’è ridotta a 5 realtà: Montebello, Polisportiva San Marco, Pasiano, Pro Staranzano più quel Bearzi che spera di avere la forza di salire in una serie B che dovrebbe riaprire i battenti. Il movimento, quindi, è ridotto al lumicino, in fin di vita, per squadre che, per di più, si sentono ospiti nelle società di appartenenza.

Lo sanno bene alla Pro Staranzano versione femminile: “Il bilancio della nostra stagione? Già aver portato a termine campionato e coppa può considerarsi un’impresa” sottolinea l’allenatore delle bisiache, Mauro Vissa, prima di sparare a zero: “Tutti dovrebbero alzare bandiera bianca perché la situazione del calcio femminile fa pena, uccide l’entusiasmo; dove sono le giovani, e sono dieci anni che si parla di tornare nelle scuole senza muovere un dito… Personalmente non mi aspetto nulla da questa Federcalcio; ripeto, dovremmo trarne le conseguenze, protestare è inutile, ad esempio contro una coppa Regione organizzata in maniera assurda: siamo rimasti in 5, dovremmo far quadrato tra di noi e invece ognuno guarda al proprio orticello”.

“Non parliamo poi delle società maggiori, che sistematicamente ti portano via quello che costruisci senza poi valorizzarlo: e nessuno fa niente per impedirlo. Il bilancio della Pro Staranzano? Al di là dei limiti tecnici e dei risultati non esaltanti, resta la disponibilità e l’impegno profuse dalle ragazze in condizioni davvero difficili: sono loro le vere vittime di tante promesse rimaste lettera morta. Sì, dovremmo tutti insieme riuscire a dire una volta per tutte basta”.