Giovanili nel caos. Riecco la Zorba

Accelerate, fughe in avanti, ritirate strategiche, ribaltoni, bracci di ferro… Sulla riforma dei campionati giovanili regionali di calcio si sta consumando una vera e propria battaglia, che potrà avere ricadute anche sugli equilibri ai vertici della Figc nostrana: Quoco da una parte, Caliman dall’altra, e Canciani già indicato come uno dei possibili candidati alla presidenza quando l’era Burelli terminerà .

Più volte in queste settimane le ipotesi di riforma e aggiustamento dei campionati giovanili sono decollate e poi naufragate. Da ultimo, martedì scorso, sembrerebbe essere stata affondata dal bombardamento effettuato con decisione da diversi rappresentanti di società la soluzione che voleva gli allievi e i giovanissimi regionali partire con trenta formazioni per ciascuna categoria, e una prima fase formata da gironcini da cinque squadre ciascuno. Le prime due classificate sarebbero andate a comporre il girone d’elite, le altre due raggruppamenti sempre da 10 compagini l’uno con le ultime quattro classificate destinate a retrocedere nei provinciali. Una riforma del genere (specie mettendo nel conto certi particolari fantasiosi) sarebbe andata nella direzione di esasperare la competizione e la lotta per mantenere il posto nei tornei regionali, invece che in quella che punta a depotenziare il peso dei risultati.
La pressione dei club (o, almeno, della maggioranza di essi) ha provocato il colpo di scena: è rispuntata la “riforma Zorba”, quella che prevede una prima fase interamente a livello provinciale, con le compagini rivelatesi più forti poi destinate a scontrarsi per il titolo regionale, e le restanti magari impegnate in una sorta di coppa Regione di categoria. Se la via scelta fosse davvero quest’ultima, l’attuale stagione non sancirebbe più alcun declassamento. Ormai dicembre incombe: è davvero il caso di deliberare.