RUBEN D'INCA', GOLEADOR CON NOSTALGIA DI CASA

DINCA

Un bel tiro da fuori area che si insacca in rete: il gol messo a segno da Ruben D’Incà al 25′ della ripresa di Udinese-Padova è la ciliegina sulla torta che ha completato la rimonta bianconera cominciata da Bedin e Battocchio dopo la doppietta di Jiday e che ha regalato alla Primavera di Johan Walem la seconda vittoria su due gare finora giocate in campionato.

E cos» capita che il ragazzo, 17 anni, originario di Belluno, udinese di adozione ormai da quattro anni, sia l’uomo del giorno in casa della Primavera bianconera.
“E’ stata una bella emozione. Eravamo sotto di due reti ” racconta Ruben ” ma nella ripresa siamo scesi in campo convinti di recuperare. Una dedica? No, a nessuno in particolare. Forse un pò ai miei genitori, che erano sugli spalti. Mi seguono sempre, mi vengono a vedere giocare anche a Udine e mi sostengono”.
Centrocampista, trequartista esterno sinistro, D’Incà ha delle spiccati doti offensive. E in campo, nel modulo scelto dal tecnico belga, si piazza proprio dietro le due punte, quasi a fare il terzo d’attacco. Ecco spiegato il perchè del suo indossare i panni del goleador. “L’anno scorso ho segnato 9 reti in tutta la stagione. Quello di sabato a Padova è stata la prima, stiamo a vedere quante ne farò”.
A Udine ha cominciato a vestire i colori bianconeri con i Giovanissimi Nazionali, allenato da Luca Mattiussi, mentre l’anno scorso ha obbedito agli ordini dello stesso Johan Walem con la casacca degli Allievi, eliminati al primo turno della fase finale nazionale. Ed è proprio forse la conoscenza allenatore-giocatori il segreto dello strepitoso avvio di campionato dei bianconeri.
“E’ chiaro che ci ha aiutato a farci inserire meglio nella nuova categoria, giocando con lo stesso modulo e conoscendoci già piuttosto bene ” conferma -. Noi speravamo di poter partire alla grande e sapevamo che seguendo i consigli del tecnico potevamo fare bene. Il mio impatto personale con il nuovo campionato? Positivo, non credevo neanche io di riuscire a inserirmi cos» bene fin dall’inizio. Temevo un pò di patire la fisicità della categoria, visto che sono un giocatore più tecnico che atletico”.
Tra allenamenti e studio (Ruben frequenta le superiori a Udine), gli resta poco tempo per gli hobby.
“Quando sono qua, non faccio molto oltre agli allenamenti e alle partite e resto spesso in convitto con i compagni ” riferisce -. Esco di più con gli amici quando torno a Belluno ed è questa la cosa che mi pesa di più della lontananza da casa, oltrechè, ovviamente, non avere i genitori con me”.
Tifoso sfegatato della Juventus, veste altri panni bianconeri, quelli dell’Udinese, che per ora gli calzano benissimo. Per nulla scaramantico, non ha alcun amuleto portafortuna, solo un piccolo passatempo peraltro comune a molti altri atleti.
“Per concentrarmi prima della gara ” confessa – ascolto musica, soprattutto quella rap”.