Sotto la lente: il danno del Covid allo sport giovanile

Comprendiamo la legittima preoccupazione dei responsabili nazionali e periferici dello sport, considerata l’impossibilità di praticarlo in un momento particolarmente delicato, come quello che stiamo vivendo, a causa della pandemia.

In generale la paralisi influisce sulla gestione degli allenamenti e delle partite nei giochi di squadra e condiziona gli addestramenti e le competizioni negli sport individuali.

Ciò incide, anche, sulla corretta amministrazione delle associazioni sportive che, come risaputo, dispongono di risicate risorse  e sopravvivono, spesso, solo per l’entusiasmo dei propri dirigenti.

A noi, però, preme sottolineare come un danno maggiore possa ricadere sui giovani che si avvicinano alla varie discipline in una fascia di età particolarmente recettiva ad assorbire fattori e funzioni motorie che rappresentano il complesso dei fenomeni coordinativi.

Come dire ogni cosa al suo posto ed al momento opportuno.

Per favorire una migliore comprensione del nostro dire trasferiamo i concetti nel gioco del calcio.

Se la percezione ottico-spaziale, che permette una stima valutativa delle situazioni, ha un decorso proporzionale all’età cronologica,  l’orientamento spaziale, che configura la dimensione di un oggetto nello spazio, ha una flessione verso l’ottavo anno di età; si ritiene, anche, che la percezione del tempo, nella sua massima espressione, sia pressochè conclusa verso il decimo anno.

A questi fattori poi vanno aggiunte le funzioni strutturali della coordinazione: la frequenza di movimento, la capacità di equilibrio ed il ritmo che con l’abilità generalizzata costituiscono l’agire del praticante.

Ebbene tutte queste componenti hanno il periodo ottimale di sviluppo verso il settimo ed il decimo anno di età e si ipotizza che abbiano termine a 10-12 anni.

Alla luce di queste considerazioni, stante le restrizioni ed i vincoli che penalizzano le giovani leve, non è difficile immaginare un prossimo futuro  limitato di prestazioni di livello. Ci auguriamo  di sbagliare! (Faustino Anzil)