Imolese troppo forte, ma il Maccan non demerita

Nulla da fare per il Maccan Prata, di fronte alla capolista Imolese. Il quintetto pratese incamera un ko contenuto (2-4), preventivabile alla vigilia, ma che pure lascia l’amaro in bocca per le occasioni sciupate, complice, oltre all’innegabile maggior classe della corazzata bolognese, una certa dose di sfortuna.

Gli uomini di Salfa cominciano forse un po’ troppo timidi, come usando reverenza nei confronti della quotata avversaria. È così che nei primi 10’ Aziz e compagni subiscono a lungo le giocate dei rossoblù, pur limitandone caparbiamente i tiri. Match che si sblocca a 3’59’’: bravo e sfortunato Verdicchio, che devia sul palo con la punta delle dita una conclusione da fuori di Castagna, vedendosela poi carambolare incolpevolmente addosso. Il Maccan ha l’occasione del pari a 4’16’’, ma Vulikic manca di lucidità. Seguono un paio di chiusure di Verdicchio, seguite, a 7’02’’ da una secca punizione di Spadoni sotto l’incrocio opposto alla barriera, per il raddoppio. E sempre sugli sviluppi di una punizione, a 9’36’’, arriva il tris degli ospiti: larga la battuta di Tiago, che preferisce appoggiare per il solissimo Castagna.

Solo allora i gialloneri capiscono di dover osare davvero. Le occasioni, pur non fioccando, si ripetono, ma il cinismo latita e Paciaroni è invalicabile. O almeno lo è fino a 15’57’’, quando sugli sviluppi di una palla recuperata da Štendler Spatafora insacca a tu per tu il centro che ridà fiducia. Nessuna coda nei primi 20’, che scorrono comunque alla pari fino alla sirena. Nei secondi l’entusiasmo è però presto stroncato da Tiago con un diagonale in solitudine dalla sinistra. Ci vogliono minuti perché il Maccan riprenda a crederci, e dopo un’altra serie di occasioni gettate al vento solo a 10’59’’ Koren riesce a sfondare il muro ospite con un chirurgico palo-gol radente il parquet dalla trequarti destra.

Da allora l’Imolese non si vede praticamente più. Gli uomini di Salfa pressano e a 5’ dal termine, col portiere di movimento, di fatto costringono ininterrottamente la capolista a chiudersi. Pressing e possesso, tuttavia, sono sterili e l’avversaria incredibilmente solida. I minuti scorrono di fatto senza conclusioni fino all’ultimo, quando prima Štendler sfiora la porta da fuori (19’22’’) e poi Koren fa vibrare la traversa di Paciaroni (19’40’’): è l’epilogo, emblematico, dell’incontro.