Moratto: “Rivignanense più forte di tutto e di tutti”

rivignanenseLa Rivignanense quest’anno ha fatto suo a sorpresa il titolo LCFC dopo un campionato nel quale era partita in sordina, trovando via via la propria quadratura e disputando un finale di stagione in gran crescendo. “Quest’anno il segreto è stato indubbiamente l’unione del gruppo – commenta il tecnico Livio Moratto. Eravamo partiti malissimo. A causa di una stupidaggine abbiamo dovuto sobbarcarci ben 21 punti di penalizzazione in coppa disciplina e questa per molte squadre sarebbe stata una mazzata micidiale. Noi invece siamo stati bravi a rimboccarci le maniche e a costruire qualcosa di veramente grande. Oltretutto non dimentichiamoci che nei primi mesi abbiamo dovuto registrare le defezioni di ben tre portieri, tra infortuni e impegni lavorativi. Siamo quindi dovuti ricorrere ad un portiere d’emergenza, che poi alla fine si è rivelato decisivo”.

Gli uomini di mister Moratto, dopo aver ribaltato la semifinale d’andata con un roboante 6-1 in trasferta, hanno ritrovato in finale i rivali di tante battaglie, quella Crazy Team Feletto già vincitrice di due edizioni del campionato contro una della Rivignanense. E la partita, nella cornice della gremita palestra di Lauzacco, non ha tradito le aspettative, con una Crazy Team superiore nel possesso palla, e la Rivignanense più brillante nelle ripartenze veloci. “E’ stata una grande partita ma già da tempo avevamo capito che avevamo il potenziale per vincere. Credo che la gara della svolta sia stata quella di Varmo, quando vincemmo il derby per 9-8 grazie ad un intervento miracoloso del portiere all’ultimo secondo”.

Ora l’obiettivo della formazione di Rivignano è riuscire a confermare tutta la rosa in vista del prossimo campionato, a cominciare dal capitano Gianluca Comel, classe 1969, che quest’anno ha tagliato il traguardo delle 500 presenze con la casacca della Rivignanense: “Dopo una stagione in cui tutti sono stati protagonisti vogliamo continuare a dare fiducia a questo gruppo. La speranza è quella di ripeterci, senza per questo farci prendere dall’ansia del risultato”, conclude Moratto.