Torneo delle Nazioni – Va al Giappone la finalissima femminile

Bumbaca Gorizia 03.05.2019 Torneo delle Nazioni femminile Giappone Korea © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GIAPPONE 6 DPR KOREA 5 5-4 ai calci di rigore; tempi regolamentari 1-1 (st 16′ Koyama, 32′ Hyen Hyong)

GIAPPONE: Koyama, Ishikawa, Hayashi, Hazekawa, Amano, Tanno, Minowa, Nishio, Oyama (Nishikori) (Mizuki).

DPR KOREA: Ju Mi, Myong Kum, Sol Hyang (Yu Jong), Myong Nyo, Song Ok (Pom I), Myong Chong, Ju Hyang, Hyon Hui, Ryu Kyong, Hyon Hui. All. Ryong Jun, Song Ok (Hye Yong).

ARBITRO: Valentina Finzi di Foligno

E’ il Giappone ad aggiudicarsi per la prima volta nella sua storia il Torneo delle Nazioni femminile di Gradisca. Le figlie del Sol Levante si impongono ai calci di rigore dopo un derby asiatico tiratissimo ed equilibrato con la DPR Korea: numero 7 e numero 11 del ranking Fifa, per dare un’idea dell’ottimo livello toccato dalla manifestazione. Bellissimo, dopo il triplice fischio, l’inchino delle vincitrici al cospetto della panchina delle sconfitte, e, nel terzo tempo, le “prove tecniche” di dialogo – anche se a rigorosa distanza – fra ragazze di due Paesi le cui relazioni diplomatiche non sono delle migliori: lo sport è soprattutto questo. Chiude con il bronzo un’ottima Italia, 3-1 alla Slovenia nella finalina.

Sotto il diluvio che flagella il “Colaussi”, le due formazioni interpretano il calcio in maniera pressochè speculare: 4-2-3-1 per entrambe, l’azione che viene avviata palla a terra dalla difesa, reparti molto corti, e la voglia di non buttare mai la sfera. La Corea nelle prime battute preme: al 5′ Song Ok si incunea in area e scalda i guanti dell’estremo ospite. Poco dopo, sempre sul centrosinistra, è Sol Hyan a coordinarsi per la battuta, che si spegne a lato. Nella seconda metà di frazione pero’ sono le nipponiche ad essere maggiormente padroni delle trame, anche se negli ultimi 20 metri mancano precisione e profondità. Il match è una partita a scacchi, molto bloccata e tattica. A provare a sbloccarla è una verticalizzazione del Giappone con Oyama che al 13′ della ripresa innesca Amano: sbroglia in extremis Hyon Huii. E’ il miglior momento delle nipponiche, che al quarto d’ora spaventano ancora Ju Mi con un rasoterra della Minowa: blocca a terra l’estremo coreano. E’ maturo il momento del gol: è Koyama a sbloccare la finale, toccando in rete da due passi un cross basso dalla destra di una compagna con la complicità di Ju Mi.

Reagisce ferita la Corea, e lo fa subito: punizione di Sol Hyang dai 20 metri col mancino, si distende l’estremo nipponico. Sugli sviluppi, dapprima un salvataggio sulla linea da parte delle giapponesi, e poi un’imperiosa incornata di Ryu Kyong alta di un soffio. Le coreane ora insistono e schiacciano il Giappone nella sua metà campo. E con un paziente possesso palla pervengono al pareggio: è Hyen Hyong a finalizzare con un’inmbucata in area per vie centrali. Il Giappone prova ad evitare in extremis i supplementari uscendo dal guscio con un colpo di testa di Nishikiori: blocca a terra Ju Mi. La prima a provarci nell’overtime è proprio la Corea, con Hye Yong che prova ancora a diventare l’eroina di giornata convergendo da sinistra e concludendo di giro: blocca a terra il portiere. Altrettanto fa un sinistro dritto per dritto della coreana Myong nel secondo supplementare, che si spegne non lontano dal sette. La stessa ala si ripropone a pochi istanti dal triplice fischio, con un’incornata sul secondo palo che coglie l’esterno della rete. Si rende necessario il crudele epilogo dal dischetto, che premia le nipponiche: decisivo l’errore dell’ultima giocatrice chiamata a calciare dagli 11 metri, la Ryu Kyong.