Livio Lupetin premiato in occasione del 60^ della LND

Dal 1962 al 2019 al servizio della Lega Nazionale Dilettanti: Livio Lupetin, per questo motivo, è stato premiato, quale esempio di fedeltà, dal Presidente nazionale Cosimo Sibilia, in occasione della tappa di Venezia per i 60 anni della LND.

Una vita, quella di Livio Lupetin già nominato Cavaliere, spesa al servizio della sua società prima e del Comitato Regionale dopo. A partire dal 1962 quando ha indossato per la prima volta le scarpette da gioco vestendo la maglia della Libertas Trieste, società per la quale poi è passato al ruolo di dirigente lasciato nel 1986 per ricoprire il ruolo di segretario del Comitato Regionale. Incarico rivestito per 6 anni al termine dei quali ha iniziato ad occuparsi di Giustizia sportiva: sostituto giudice sportivo fino al 1992 e giudice sportivo territoriale fino al termine della scorsa stagione sportiva.

Emozionato, sul palco insieme al presidente del Comitato Regionale Ermes Canciani, ha ricevuto, così, il premio dalle mani del massimo dirigente nazionale Cosimo Sibilia. «Un’emozione indescrivibile – le parole di Lupetin – che mi ha fatto, dopo tanti anni, ripercorrere tanti anni vissuti al servizio dello sport. Ringrazio, innanzitutto, il presidente Canciani per avere scelto me pensando a questo riconoscimento: lo voglio dedicare a tutte le persone che, nel corso di questi anni, hanno collaborato con me e mi sono state vicine. Quando ho messo piede per la prima volta in un campo da calcio mai avrei pensato a una carriera di questo tipo visto che poi, nella quotidianità, svolgevo anche un lavoro che mi impegnava molto. Nel corso degli anni sono cambiati molti contenuti e molte norme, ma grazie a un continuo lavoro di squadra siamo sempre riusciti a restare aggiornati trovando la soluzione per ogni problema. A tal proposito il mio grazie va anche a tutta la classe arbitrale, in particolare modo nella persona dell’Avvocato Tavor Blaskovic, per la costante collaborazione. L’episodio che maggiormente ricordo? I due ultimi anni in cui non ci sono stati episodi di violenza nei confronti degli arbitri: fa onore a tutti, va incorniciato».