Serie A spendacciona: gli altri stanno a guardare?

serie-a-logoMai come quest’anno sembra di essere tornati ai tempi delle famose “sette sorelle”, ovvero gli anni a cavallo del nuovo millennio in cui le squadre italiane la facevano da padrone sul mercato internazionale.

Per forza di cose le sorelle non sono più sette ma a giudicare dagli acquisti fatti la Serie A si candida a un ruolo di punta nel panorama europeo, soprattutto grazie ai capitali stranieri che sono stati investiti nel nostro Paese.

Per confermarsi al top la Juventus, vincitrice di quattro Scudetti consecutivi e finalista di Champions League, non ha badato a spese e ha portato moltissimi volti nuovo a Vinovo. Dybala, Mandzukic, Zaza, Khedira, Rugani, l’ex Udinese Siqueira e probabilmente anche un trequartista di caratura internazionale. Certo anche sul fronte cessioni si sono dovute registrare le partenze di Pirlo, Tevez, Ogbonna e Vidal, ma la Vecchia Signora chiuderà questo mercato con un investimento da oltre 100 milioni di euro.

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Per tenere il passo della squadra piemontese, le altre non sono certo state a guardare: l’Inter di Thoir è riuscita a riportare in Italia Jovetic, oltre a sistemare la difesa con Miranda, Montoya e Murillo. A centrocampo c’è il fiore all’occhiello della campagna acquisti meneghina, ovvero Kondogbia, e adesso che ha ceduto Shaqiri può anche piazzare il colpo Perisic.

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Il Milan, forte dell’accordo tra Berlusconi e il tycoon thailandese Bee Taechaubol, ha puntato moltissimo sul mercato nostrano, portando a casa i due giocatori della Roma Bertolacci e Romagnoli, per una cifra vicina ai 50 milioni, cui vanno aggiunti i 37 milioni per strappare rispettivamente Carlos Bacca al Siviglia e Luiz Adriano allo Shakhtar Donetsk. Proprio la squadra capitolina ha reinvestito i milioni arrivati dai rossoneri per prendere due pezzi da novanta come Dzeko e Salah, oltre ai prestiti del portiere Szczesny e il terzino del PSG Digne.

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E proprio i parigini hanno però dimostrato come nonostante la ripresa del calcio italiano sia sotto gli occhi di tutti, con i petrodollari si possono prendere giocatori inimmaginabili per il nostro campionato: per l’acquisto di Di Maria infatti, lo sceicco Nasser Ghanim Al-Khelaïfi ha dovuto sborsare quasi 70 milioni di euro, cifra che per molte delle nostre società serve per completare tutta la rosa. Ma il PSG non si fermerà qui e in caso di partenza di Ibrahimovic darà la caccia a un altro top player. Curiosamente si fanno i nomi di Cristiano Ronaldo e Neymar, che giocano attualmente nello stesso club: ovviamente non quello calcistico ma quello pokeristico, visto che sono entrambi membri del Poker Team di PokerStars.

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In Spagna invece il mercato è partito a rilento e non ci sono ancora stati i fuochi d’artificio cui ci avevano abituato le squadre della Liga. Il Barcellona, soprattutto durante la campagna elettorale per la presidenza del club, aveva fatto tremare proprio la Juventus con un interessamento per Pogba, mentre la Casa Blanca si è fermata a un paio d’innesti di valore come Danilo e Asensio, ma ancora non ha piazzato la zampata in grado di scaldare i cuori dei tifosi.

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Ben altra musica si respira in Inghilterra, dove ancora una volta il mercato è florido, come dimostrano i colpi del Manchester United, che si assicura giocatori come Schweinsteiger, Darmian, Depay, Schneiderlin e il portiere dell’Argentina ed ex Sampdoria Romero. Rispondono i cugini citizens con l’acquisto di Sterling, Delph e Roberts, baby talento proveniente dal Fulham pagato intorno ai 20 milioni.

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La riflessione è dunque naturale: la Serie A ha ricominciato a spendere ma se ci confrontiamo con le altre super potenze europee, rientriamo semplicemente nella media. Dunque occhio alle esaltazioni facili: i “bidoni” alla Mendieta sono sempre dietro l’angolo.