1a Kettlefesta. Fra preparazione atletica e raccolta fondi di beneficenza

È stata un grande successo la 1a Kettlefesta organizzata sabato 7 novembre dalla Polisportiva Villanova Libertas, che si augura di riuscire ad organizzarne almeno due all’anno, con una sessione autunnale ed una estiva. L’idea è che – emergenza COVID permettendo – si possa a breve aprire l’iniziativa a tutti.

Sono stati circa 25 i partecipanti, per ora solo gli atleti della Polisportiva, che hanno provato per la prima volta questa nuova metodologia di allenamento con il kettlebell. In realtà, è una tipologia di allenamento che risale a centinaia di anni fa e proviene dalla Russia. L’attrezzo, infatti, questa sorta di palla con il manico, è attestato anche nell’antica Grecia. Ma l’utilizzo che se ne fa oggi risale piuttosto al 1.700, quando veniva utilizzato dai mercanti come contrappeso delle bilance e per improvvisare delle gare di sollevamento pesi. Da qui è partita l’idea di utilizzarlo anche come strumento per gli allenamenti.

Con questo attrezzo si va a lavorare non con il singolo muscolo, ma con catene muscolari. Sostanzialmente si allena contemporaneamente tutto il corpo. È dunque un’importante preparazione atletica per le arti marziali, e permette di sviluppare la capacità della presa, altro aspetto fondamentale e trasversale di queste discipline.

Durante la lezione, Enrico Da Ros, preparatore atletico riconosciuto a livello nazionale e preparatore del kettlebell training, ha anche illustrato la storia dello strumento e ha mostrato la tecnica cardine, che è quella dello swing. Tutti i presenti hanno acquisito la tecnica, in un circuito divertente quanto probante.

L’allenamento, all’aperto e distanziati, secondo le normative anti-covid, è stata anche l’occasione per una raccolta fondi che sarà devoluta in beneficenza.

«Tutti sono rimasti soddisfatti – ha commentato il tecnico Fabio Pastori, promotore dell’iniziativa – Contiamo sul fatto che la Polisportiva Villanova e il Centro Provinciale Libertas di Pordenone continueranno a supportarci per questo tipo di eventi. È insieme al Dojo all’aperto, la nostra ricetta per combattere il COVID».