Adrenalina a go-go

Giacomo Matiz, in azione.

Giacomo Matiz, venticinquenne di Timau,
è il più forte esponente italiano di freestyle,
specialità divenuta olimpica ad Albertville ‘92.

 

Il freestyle o sci acrobatico è una disciplina nata come elaborazione dello sci alpino attraverso l’introduzione di salti, difficoltà di percorso e varie figure coreografiche.  Nato in Norvegia negli anni  Trenta, è diventato sport olimpico da Albertville 1992 e conta di tre discipline fondamentali: i Moguls (le gobbe), gli Aerials (i salti) e, da Vancouver 2010, lo Ski cross. In Friuli c’è il più forte esponente italiano della specialità Moguls, Giacomo Matiz, classe ‘86, di Timau di Paluzza,  paesino di cinquecento anime all’estremo nord della regione, posto in una stretta valle sovrastata dalla parete rocciosa della Creta di Timau e del Gamspitz .

 E’ appena sbarcato da un lungo viaggio intercontinentale ma la voce è gagliarda e spiritosa, pronta alla battuta ironica, e per niente infiacchita dal jetlag. Carattere “poco carnico“, Giacomo, tesserato con l’Aldo Moro,  è appena tornato dal Giappone, dove lo scorso fine settimana ha partecipato  a una gara di Coppa del Mondo conclusasi non molto bene – solo trentaquattresimo – a causa delle difficoltà della pista e di un fastidioso problema al ginocchio. Non è riuscito insomma a bissare la splendida performance di una settimana prima in cui, all’ombra della Muraglia cinese era riuscito a raggiungere l’ottavo posto, il miglior piazzamento personale in Coppa del Mondo.

 Giacomo, che ha in tasca il diploma di perito edile, si diverte a parlarci dei suoi esordi sulla neve: «Ho sempre sciato fin dai tre anni, grazie a mio padre e a mio zio. Poi, per caso, a sedici, mi hanno proposto di provare il freestyle e così ho iniziato questa carriera, partecipando dal 2007 a tutte le gare di Coppa del mondo, vincendo nel 2009 la mia prima in Coppa Europa a Skofja Loka. Un solo, grosso rimpianto, quello di non essermi qualificato alle Olimpiadi di Vancouver 2010 per soli due posti». Ma quali sono le qualità necessarie per praticare con successo il freestyle?

«Senz’altro devi essere un po’ pazzerello e non pensare al pericolo. Quando mi lancio, l’adrenalina è a mille e alla fine mi sento appagato e liberato. La pista di Moguls  è lunga 250 metri e le gobbe sono disposte a quattro metri una dall’altra. I salti possono essere lunghi 15 metri e alti 3». 

Giacomo si allena nei mesi estivi in Svizzera, poco oltre il Lago Maggiore, presso il centro sportivo Tenero, e in autunno presso Zermatt, la parte svizzera di Cervinia.  A fine novembre poi la carovana azzurra parte per i lunghi  allenamenti in  Finlandia. Nonostante la sua giovane età il campione è fortemente impegnato nella promozione del freestyle: segue infatti un gruppo di ragazzi dai 12 ai 17 anni allenandoli la domenica mattina sulle piste dello Zoncolan insieme a Walter Bormolini: «E’ un’attività che mi piace molto e vorrei ricordare l’appuntamento del 17 e18 marzo con la due giorni di gare del Trofeo Pump it sullo Zoncolan aperta agli appassionati di  gobbe e sloopstyle».

Giacomo parteciperà il 5 marzo a Sochi in Russia a una gara di Coppa Europa, occasione per provare la pista delle prossime Olimpiadi, poi sarà in Svezia per la Coppa del Mondo e infine nel primo week end di aprile ai Campionati Italiani di Livigno. 

Biancamaria Gonano