Almanacco sportivo: accadde il 18 ottobre

Bob Beamon in azione a Città del Messico
Bob Beamon in azione a Città del Messico

Il 18 ottobre 1968 alle Olimpiadi di Città del Messico Bob Beamon stabilì il record nel salto in lungo, saltando 8,90 metri.

Nato a New York nel 1946, Beamon trascorse un’adolescenza difficile ma, grazie alle sue naturali doti atletiche riuscì ad ottenere una borsa di studio per l’università di El Paso. Per avere boicottato un meeting di atletica cui partecipavano dei mormoni, Beamon perse la borsa di studio corrispostagli dall’università, poco prima della sua partenza per Città del Messico. La giovane moglie lo aveva abbandonato ed era oberato di debiti. Sofferente d’insonnia, a causa dei suoi guai, alla vigilia della finale olimpica si recò in città per bere qualche bicchiere di tequila.

Fu dunque un atleta in affanno, con la testa annebbiata ed alquanto insonnolito, quello che si presentò nello stadio il 18 ottobre 1968. Mentre si avvicinava un temporale, le prove ebbero inizio su una pedana frustata dai colpi di vento. Unitamente ai disturbi provocati dall’altitudine, il vento fece fallire il primo salto del giapponese Yamada, del giamaicano Brooks e del tedesco occidentale Baschert. Beamon era il quarto della lista di partenza e compì l’impresa. Il giudice incaricato delle misurazioni fece scivolare l’apparecchio ottico sulla barra di scorrimento. Incredulo, cercò di spingere: troppo corta! Gli incaricati dovettero quindi cercare un decametro a nastro, cosa che richiese interminabili secondi. Finalmente, sul tabellone luminoso si accesero questi numeri incredibili: 8,90 m. Un lungo grido si alzò dalle tribune.

Il suo record del mondo resistette per quasi ventitré anni fino al 30 agosto 1991, quando prima Carl Lewis e poi Mike Powell saltarono rispettivamente 8,91 m (ma con vento superiore ai 2 m/s) ed 8,95 ai Campionati del mondo di Tokyo.