Atletica – Biasutti d’argento agli Italiani di Ancona

Foto Fidal, Grana-Fidal

I pronostici lo davano per favorito e ha saputo rispettarli. Max Mandusic continua la sua striscia positiva e va ad arricchire la sua bacheca con un altro titolo italiano sulla performante pedana del Palaindoor di Ancona. Quando entra in gara a 5.22m la maggior parte dei suoi contendenti hanno già le tre x segnate sul tabellino. Al suo secondo salto a 5.37m sono rimasti solo in due e dopo il triplice errore a 5.42m di Miani, suo principale rivale, può scegliere la misura che più preferisce e confermarsi sopra la soglia dei 5.50m. Il 5.52m che mette a referto gli vale la seconda prestazione personale di sempre, dietro solo al 5.55m saltato qualche settimana fa sulla stessa pedana.

Un’altra prestazione da prima pagina arriva da Simone Biasutti che coglie la seconda piazza nel salto triplo, inchinandosi solo all’avversario e ‘amico Tobia Bocchi (Carabinieri) che si laurea campione italiano con la misura di 16,79 m.. Per Biasutti c’è un secondo posto d’autorità, con margine e che ha il sapore di una conferma. Dopo un salto incoraggiante alla prima prova da 16.08 m si carica fino ad arrivare alla zampata da 16.33, alla terza. Da lì un altro tentativo sopra i 16m (16.13m) che lascia un po’ l’amaro in bocca per una premessa di hop e step che sembravano preannunciare qualcosa di più. In conclusione di gara, un salto nullo e un altro poco riuscito da 15.88m che non riescono ad oscurare una gara tutto sommato positiva.

Simone, che arriva dai suoi primi 5 mesi di lavoro con il nuovo allenatore, l’olimpionico e primatista italiano Fabrizio Donato, si dice comunque non ancora del tutto soddisfatto delle prestazioni. “Arrivo da un cambio di vita a 360° che mi ha portato lontano da casa e a cambiare totalmente modo di correre e, di conseguenza, a gestire diversamente la rincorsa“. Il sempre disponibile triplista giallo-blu, raggiunto telefonicamente subito dopo esser stato a colloquio con il nuovo allenatore, analizza la sua stagione con lucidità: “Abbiamo fatto tanto lavoro soprattutto sugli aspetti tecnici che in futuro pagheranno, ma che al momento devo ancora assimilare. Ho affrontato questa gara molto più stimolato mentalmente e con maggiore cattiveria. Ora mi aspetta una settimana di pausa a Trieste e poi si torna a lavorare per le outdoor“.