Ben 1200 i bambini coinvolti nel progetto ‘Asu e Csen per le scuole’

‘Asu per le scuole’ è una “proposta di collaborazione gratuita per gli istituti comprensivi del territorio. – spiega Sharon Fabris, referente dell’Asu per il progetto – Le sezioni aderenti possono usufruire di una serie di lezioni (gratuite e studiate appositamente per i contesti scolastici) nelle quali i bambini alternano attività di gioca-ginnastica con la ginnastica artistica, ritmica e scherma e in alcuni casi anche il parkour. I tecnici dell’Associazione Sportiva Udinese – prosegue – si avvicendano per far provare agli studenti ciò che loro stessi insegnano al PalaFiditalia di via Lodi 1”.

Il progetto è stato pensato e organizzato dall’Associazione Sportiva Udinese in stretta collaborazione con Csen – Centro Sportivo Educativo Nazionale – Fvg: “Quando l’Asu ci ha proposto di partecipare attivamente al progetto, non abbiamo che potuto esserne entusiasti. – ha spiegato Giuliano Clinori, presidente di Csen Fvg e vicepresidente nazionale – Riteniamo infatti che questi progetti siamo molto importanti per avvicinare i più piccoli ad attività sportive da quelle considerate ‘classiche’, ma soprattutto allo sport in generale”.

Sono circa 1200 i bambini – iscritti alla scuola dell’infanzia Paulini, alla paritaria Maria Immacolata di Feletto Umberto, ma anche all’Istituto comprensivo 3 (scuola primaria IV novembre, scuola primaria De Amicis, scuola primaria Lea D’Orlandi) e al 4 (Scuola primaria Zardini) di Udine, assieme a quello di Tavagnacco (scuola primaria di Feletto Umberto) – che già da settembre, periodicamente, hanno la possibilità di provare degli sport che generalmente sono soliti vedere solo alla televisione. Numeri che lieviteranno con l’anno nuovo, quando partiranno nuove convenzioni.

Le lezioni all’interno degli istituti comprensivi del territorio rappresentano un’attività molto importante per noi. – spiega il presidente Asu, Alessandro NuttaPortare direttamente i nostri insegnati nelle scuole, consente ai piccoli – dai 3 agli 11 anni – di conoscere la ginnastica artistica, la ritmica e la scherma in un ambiente a loro già famigliare, e di mettersi alla prova con attività che generalmente non vengono proposte da un normale programma scolastico. È per questo – conclude Nutta – che miriamo a consolidare sempre più numeri che sono già importanti, e che hanno registrato un sensibile incremento rispetto all’anno passato”.