Benedetta De Cecco: «I disabili sono atleti come tutti gli altri»

L’attaccante dei Madracs, Benedetta De Cecco

Grande protagonista del torneo “Città di Martignacco” è stata la diciannovenne attaccante dei Madracs Udine, Benedetta De Cecco: «Voglio dedicare i gol segnati a Roberto un nostro tifoso – rivela -. Penso che questa sia una squadra competitiva anche se per esserlo ancora di più ci serve una mazza forte e soprattutto una migliore disposizione tattica».

Benedetta è uno dei punti di forza della formazione udinese e così racconta il suo rapporto con questa disciplina: «Questo sport è la mia passione. Quando gioco mi sento in competizione, non solo con gli altri ma soprattutto con me stessa. È emozionante come tutte le gare agonistiche. Mi piace perché è uno sport di squadra e quando facciamo gruppo e siamo compatti riusciamo anche a giocare bene; si crea un feeling particolare non solo con i compagni di gioco, ma soprattutto col la mazza e la pallina. Quando scendo in campo le urla del pubblico, le grida degli allenatori scompaiono, ci sono solo io sul campo con la mia squadra di fronte ai nostri avversari».

Infine una riflessione sullo sport degli atleti disabili: «Gli atleti disabili non sono visti esattamente come atleti dal pubblico perché la gente si ferma alle apparenze, vede solo la loro disabilità e li rende diversi. In realtà credo che non abbiano nulla di diverso dagli altri se non l’aspetto esteriore: si allenano, ci mettono impegno, passione, determinazione e vincono le stesse medaglie di tutti gli altri.