Hockey – Al via il programma di allenamenti per tutti gli atleti di “interesse nazionale”.

Giorni di speranza per l’Italia, pronta a ripartire e a continuare la lenta corsa per la riconquista della normalità. Su tale scia il movimento dell’Hockey Inline italiano non è rimasto di certo a guardare e con un’idea del tutto innovativa direttamente dalla mente del CT della Nazionale, Luca Rigoni, fa partire proprio in questa settimana di riaperture un nuovo progetto, inclusivo e rivolto ad un importante numero di atleti di interesse nazionale (suddivisi in sei distinte categorie).

Si tratta di un programma di allenamento a distanza di 6 settimane, rivolto praticamente ad hockeysti di ogni regione ed età, con sedute individuali dalla durata di circa un’ora e mezza. Lo staff del Blue Team mette a disposizione le sue competenze attraverso la piattaforma digitale Zoom, in modo tale da poterne fruire con estrema facilità a casa propria. “Distanti ma uniti“, lo si è sentito molto in questa quarantena, ebbene, un progetto simile sembra ispirarsi proprio a tale motto, facendolo evolvere in un più consono #DistantiMaInForma visto che non sono del tutto scemate le speranze di poter gareggiare in qualche competizione internazionale (Mondiali e/o Europei).

Siamo andati dunque a sentire il tecnico degli azzurri, Luca Rigoni, che così ci racconta la mission della sua proposta: “Mi è venuta l’idea di fare una preparazione atletica e di allargarla a tutte le altre categorie. Mi sembrava giusto far vedere che ci siamo in un momento di estrema difficoltà come questo. Bisognava dare uno stimolo ai ragazzi e questo è un modo per stare insieme, non scordiamoci in fondo che il nostro è uno sport di squadra e che quando non entri nello spogliatoio da un po’ la mancanza del gruppo si sente. Ho coinvolto alcuni preparatori atletici professionisti e abbiamo lavorato quindi per produrre un lavoro che abbia “un senso” dal primo all’ultimo giorno. Sono sei settimane di programma con 4, 5 o 6 sedute di allenamento settimanale (a seconda dell’intensità del programma e dell’età degli atleti/atlete a cui è proposto, ndr) di un’ora, massimo un’ora e mezza al giorno”.

“Diciamo che è impegnativo ma non ruba troppo tempo, così i ragazzi possono dedicarsi anche ad altre cose della vita: lavoro, studio, affetti e passatempi vari. Gli esercizi proposti sono praticamente tutti a corpo libero: sono infatti pochissimi quelli che possono permettersi una palestra in casa e non volevamo “tagliar fuori” nessuno. Gli atleti avranno un controllo a cadenza settimanale per valutare i miglioramenti e per ricevere consigli da parte nostra. Ci troveremo in chat per allenarci insieme seppur a distanza, magari divertendoci con qualche battuta”.

“Il nostro programma prevede il riscaldamento, lo stretching, la mobilità articolare ed esercizi più specifici per finire ogni allenamento con corsa e allunghi. È completo quindi ed è strutturato proprio per rimettere tutti in forma o migliorarne la condizione attuale in quanto sono convinto che nessun atleta si sia fermato durante il lock-down. Nel nostro movimento in pochi, soprattutto fra i più giovani, hanno idea di cosa sia una preparazione atletica, quindi questo è un regalo che può essere utile per il futuro”.

A proposito del futuro, si è espresso anche su che risvolti possa avere un’idea simile per il movimento: “Oltre a sottolineare l’importanza della preparazione atletica, con questi allenamenti creiamo uno spirito collaborativo su scala nazionale, essendo rivolto a tutti. Sono fiducioso, ho riscontrato molta disponibilità nei colleghi (sono direttamente coinvolte una quindicina di persone di Staff fra allenatori e preparatori altetici, ndr). Spero quindi ora aderiscano anche i ragazzi. Oggi è infatti differente rispetto a prima. I più giovani hanno bisogno di maggiori stimoli per divertirsi e noi, invece di criticarli, dovremmo andar loro incontro, facendo del nostro meglio per comprenderli e per adattarci alle loro richieste confrontandoci continuamente; per fare ciò la collaborazione e l’innovazione sono la chiave di tutto”.

Ha infine concluso con un appello: “Può essere che si sbagli qualcosa, in corsa verranno magari rivisti alcuni aspetti, ma solamente chi non fa non sbaglia. Sperimentiamo e cerchiamo di rendere partecipi tutti. Spero che le società capiscano a fondo il progetto per aderirvi. Noi lo facciamo per loro”.