Hockey – L’Edera vince il derby giuliano e vola in Serie A

La storica formazione del capoluogo giuliano torna in serie A dopo quasi 10 anni dall’ultima apparizione (stagione 2011-2012). Talenti del vivaio e due ottimi sloveni in versione “chioccia” la ricetta di coach Florean per il salto di categoria.

In aria caschi e guanti, via i pattini, via gambali e protezioni! Le stecche finalmente possono essere messe in disparte a recuperare “le forze” in vista della prossima stagione. Signore e signori la Serie B ha finalmente un verdetto: l’Edera ha conquistato il campionato cadetto, l’Edera torna in Serie A. La Serie B si tinge infatti di rossonero, con Trieste che può vantare uno dei più alti livelli hockeystici mai raggiunti. 

Sì, perchè quest’anno grazie ad Edera e Tergeste questa città ci ha veramente regalato spettacolo, qualità, dinamismo e non possiamo che ringraziarla per aver riportato entusiasmo nel “profondo nord-est” della penisola. I ragazzi di Florean si portano quindi a casa Gara 3, chiudendo la serie di Finale sul 2-1 e accaparrandosi al fotofinish la promozione in Serie A. Rimane invece in B il Tergeste che esce sì sconfitto, ma a testa alta dal Pala Foschiatti, tra gli applausi degli avversari. I ragazzi del presidente Angeli si erano portati avanti nella serie con il 7-6 di Gara 1 per vedersi poi raggiunti dai cugini dell’Edera caparbia nell’annullare il match-point avversario con la vittoria di Gara 2 (6-3). Freccia e sorpasso poi ad opera di Cocozza e compagni con il 5-2 di sabato che corona ben due anni di sacrifici (l’Edera era prima indiscussa anche la scorsa stagione, cancellata per Covid) e regala la tanto voluta promozione. Venendo alla cronaca della partita, tantissimo equilibrio nelle fasi iniziali e per tutta la prima frazione con i rossoneri che si portano in vantaggio (al terzo minuto) con Zerdin. Occasioni su ambo i fronti con le squadre attente a non regalare superiorità all’avversario (zero penalità nei primi 20′) ma sempre Gallessi e Biason a dire di no fino all’invenzione di Mariotto che, poco prima della fine del primo tempo, converte in rete l’assist di Paolo Cavalieri e manda tutti a riposo sull’1-1. Nella ripresa, con tutta una stagione da giocarsi in soli 20′, la tensione sale a vista d’occhio e con essa arrivano falli, errori e una vera e propria pioggia di reti (5). Bastano soli 68″ a Zerdin per trovare la via del gol mettendo a segno la rete che vale doppietta e nuovo vantaggio Edera (2-1).

Tergeste passa indenne una inferiorità (out Battisti) ma a metà frazione arriva un’altra doppietta, stavolta di Sindici, che porta il risultato sul 4-1. Le panche puniti cominciano ad essere “popolate” con maggior frequenza e negli spazi arrivano il 5-1 di Zerdin e la seconda rete dei Tigers a firma di Fabietti (5-2). Tergeste negli ultimi 3 minuti di gara beneficia di una doppia superiorità (fuori Simsic e Sindici) e McAdams toglie addirittura Gallessi in favore del 5° giocatore di movimento ma l’assalto a “Fort Biason” non da alcun frutto e la sirena di fine gara (e fine campionato) arriva impietosa per le speranze del Tergeste. Trionfa dunque l’Edera che dopo lo spavento di Gara 1 può vantare una promozione conquistata con le unghie e con i denti al termine di una stagione praticamente perfetta dall’inizio alla fine.

Complimenti ai Tigers che hanno tenuto testa fino al termine della stagione come conferma direttamente Roberto Florean: “Onore ai nostri avversari, ma contro l’Edera così concentrata non ce n’è. Adesso ancora silenzio e lavoriamo per la Coppa Italia dove giocheremo con relax, preparando anche il roster per la prossima stagione. Complimenti a McAdams che ha saputo dare ordine alla sua squadra, ma la storia appartiene a chi vince!“.

Sulla pagina social del Tergeste invece così si descrive il clima di soddisfazione dei biancorossi nonostante la sconfitta: “Oggi usciamo dal campo a testa alta e con orgoglio dopo aver dato tutto. Impariamo da questa sconfitta per costruire la prossima vittoria“. Onore ai vinti ed applausi ai vincitori per aver scritto una bellissima pagina di sport.