Il deserto attende Zufferli

Ivan Zufferli
Ivan Zufferli, amante della "fatica estrema"

Terzo lo scorso marzo alla massacrante Transahariana in Algeria al termine di 270 chilometri non stop, Ivan Zufferli si rimette ora alla prova nell’Oman Raid, 170 chilometri tra le infuocate sabbie desertiche.

“La gara, stavolta in cinque tappe, avrà luogo dal 7 al 14 novembre ” riferisce il poliziotto-maratoneta del Podismo Buttrio originario di Drenchia e residente a Corno di Rosazzo ” ma potrò partire purtroppo solo due giorni prima per acclimatarmi. Inutile dire che per affrontare percorsi così duri in condizioni ambientali al limite della tolleranza umana è necessaria una preparazione accurata svolta quotidianamente, senza concessioni ai se e ai ma”.

Così Zufferli, classe ’78, single, con la pioggia o con il sole affronta la sua razione giornaliera, talvolta anche doppia, di training, alla media di trenta-quaranta chilometri per volta, abbinando la corsa a lavori collaterali di qualità.

“In preparazione di ogni gara corro intensamente dalle quattro alle sei ore al giorno ” spiega – , anche in montagna per fare per così dire la gamba. In vista delle maratone tra le sabbie, poi, vado per motivi facilmente comprensibili a correre sull’arenile di Grado. L’unico problema non facile da risolvere è comunque quello relativo al clima: in Algeria e nell’Oman le temperature viaggiano al di sopra dei 40° e qui in Friuli siamo ben lontani da tali livelli. Per aiutarmi, d’estate vado così a correre nei momenti più caldi del giorno. E’già qualcosa”.

Gare durissime, dice Zufferli, alle quali comunque partecipa di solito un elevato numero di concorrenti di varie parti del mondo nonostante il pressochè nullo monte premi finale.

“La griglia di partenza presenta generalmente cento-centocinquanta concorrenti, con i francesi fra i più affezionati a questo genere di maratone. Tutta gente, come me, mossa più che altro dalla passione, perchè non è che ai vincitori spettino alla fine premi rilevanti. Si vincono infatti buoni acquisto di viaggi o altro, mentre le quote d’iscrizione risultano sempre piuttosto elevate, dai 2000 ai 3000 euro. Chi me lo fa fare, allora? La passione, appunto!”

Ma Ivan Zufferli, che partecipa anche ad altro tipo di competizioni, come il trail, circuito in cinque gare che attualmente lo vede secondo nella classifica generale, o altre corse lunghe in piano o in montagna, ritiene di poter costituire un buon veicolo promozionale per chi decidesse di sostenerlo economicamente.

“La Polizia, della quale faccio parte ” continua ” mi agevola in varie forme ma non in quella economica, cos» quando devo partecipare a competizioni che richiedono il pagamento dell’iscrizione o prevedono spese di viaggio, devo affannarmi a reperire qualche sponsor di buona volontà che mi dia una mano. Già, la mia è una disciplina che richiede un immenso sacrificio ma che purtroppo non gode della visibilità di altre più famose”.

Alle viste c’è però un contatto commerciale che potrebbe rivelarsi importante, rivela Zufferli, coltivando una speranza che potrebbe riservargli un futuro sportivamente più sereno. E dopo le sabbie dell’Oman, il 17 dicembre correrà per ventiquattr’ore filate al tradizionale Telethon per le vie di Udine. Imprese che sembrano da marziani all’occhio del profano ma che il campione giudica fattibili se sviluppate cum grano salis.

“Niente nasce per caso ” chiarisce ” e quanto sto facendo è il frutto di un lavoro graduale e metodico, assolutamente programmato. Ma senza passione, comunque, non si va proprio da nessuna parte”.