Il Kuroki Tarcento a Latina nei Master: quattro medaglie

Sono quattro le medaglie vinte dal Judo Kuroki Tarcento nei Campionati Italiani Master di Latina. Tre gli argenti: quello del Presidente Giuliano Casco (Kg. +90 negli M4-M5) maturato con tre squillanti vittorie, quello di Enrico Shaurli (Kg.+90 negli M6 – M7) e quello di Valentina Lenzini nei Kg.+63 del F2/F3. I tre piazzamenti sul podio nazionale, uniti all’ottimo settimo posto di Maurizio Bertoni (Kg. 66 – M4-M5) e al nono posto del sempre coraggioso Alberto Bertossi (Kg. 73 negli M2 – M3) hanno coronato una trasferta veramente speciale dei tarcentini portandoli sul terzo gradino del podio a squadre, ad un solo punto dalle prime due formazioni.

Privi per infortuni o impegni di Astrit Resuli, Johnny Volpe, Stefano Stefanel e Marika sato, che pure si erano qualificati) i portacolori del Judo Kuroki, seguiti da Sebastiano Billardello hanno portato a casa un altro grande successo l’anno dopo il titolo europeo e la modaglia d’argento mondiale di Fabiana Fusillo, che non ha partecipato alle qualificazioni per accedere alla finale per motivi fisici. Una soddisfazione di tutto il team tarcentino e una grande sferzata per lavorare ancora e portare a Tarcento un titolo italiano master nel 2019.

Bene anche i giovanissimi impegnati nel Randori di Natale valido per il Circuitoi Propaganda a Brugnera. Seguiti in gara da Manuela Tondolo e Stefano Stefanel i giovani atleti del Judo Kuroki hanno ottenuto quattro medaglie d’oro con Chiara Pezzetta, Asia Bruni, Chiara Coradazzi,  Davide Guerra, cinque d’argento con Yassel de la Paz, Marco Barassi, Mattia Bruni, Mattia Gino Codutti, Emma Adami, due di bronzo con Arianna Adami, Martina Noacco,  un quarto posto con Martina Adami.

Ha detto coach Stefanel: “Un grande risultato a Latina e una gioia doppia per la medaglia del Presidente Casco. Bene come sempre i giovanissimi nel Circuito Propaganda. Unico rammarico per i judoka tarcentini l’incredibile annullamento del Trofeo Città di Trieste con un comunicato via e-mail il venerdì mattina a meno di quarantotto ore dalla gara. Se lo avessero detto un po’ prima potevamo mandare i ragazzi in Slovenia, dove c’era una gara. Così invece sono stati a casa. Una vera mancanza di rispetto per chi fa sport”.