Judo – Giada Medves, sex bomb del tatami

La judoka dello Yama Arashi morde il freno per la sospensione dell’attività, coltivando nel contempo altri progetti per il suo futuro

Mi alleno da sola, correndo in spazi aperti e con esercizi tra le mura di casa, ma ovviamente non è lo stesso e mi auguro che quanto prima anche lo judo, come altre attività sportive, possa riprendere a pieno regime”: così Giada Medves, 23enne campionessa di San Giovanni al Natisone, esprime il proprio rammarico per il prolungato stop che ha coinvolto anche la sua disciplina, pure se, ne conviene, altre sono le priorità del momento: “Prima di tutto la salute, comunque, ed essendo il nostro uno sport di contatto era prevedibile che andasse incontro a una sospensione. Ma mi mancano molto le sensazioni fisiche della gara, le unghie dell’avversaria sulla pelle e l’adrenalina che il match determina in te”.

Durante il primo lockdown, quello della primavera del 2020, Giada ha comunque messo a frutto le proprie capacità partecipando con ottimi risultati a un corso per aspiranti allenatori: “Ho ottenuto il patentino per poter allenare i giovani – riferisce soddisfatta – , anche se, purtroppo, per i ben noti motivi, ancora non posso esercitare. In mente ho poi un altro progetto lavorativo importante per il mio futuro, quello di creare un mio centro estetico nella zona in cui vivo. E’ anche per questo che mi auguro che le restrizioni finiscano quanto prima e che l’economia possa riprendere vita a pieno regime”.

MODELLA – Madre natura ha voluto poi essere generosa con Giada, che grazie alle sue esplosive doti fisiche si sta facendo notare anche nel mondo della bellezza, quello a cui lei però non conferisce molto peso: “Si, ricevo continue richieste da parte di fotografi ma è per il mio esclusivo piacere personale che poso, senza pormi particolari obiettivi in questo ambito – ammette – . Mai dire mai, comunque. Amo abbellire il mio corpo con i tatuaggi, tutti però non invasivi, direi anzi raffinati. Ho alcune frasi significative (Believe in yourself, Amati sempre e Wonderlust, o sindrome del viaggiatore, visto che adoro muovermi nel mondo) incise in varie parti, mentre Mandala, ad Ancona, ha tatuato artisticamente sulla mia caviglia sinistra un serpentello che è un po’ il simbolo della mia personalità: voglia di cambiamento, imprevedibilità, possessività e altri significati ancora”.

Un carattere, quello di Giada, che molto l’ha aiutata nella sua ascesa ai vertici del judo femminile: “Mi sono sempre ritenuta più matura della mia età effettiva – è sincera – , dal temperamento determinato, impegnato a raggiungere con testardaggine gli obiettivi prefissati. Un carattere forgiato molto dallo sport che mi ha reso anche ragazza mentalmente indipendente e non condizionabile da alcun fattore esterno”.  (Edi Fabris)