La Aquile volano in Austria. Rizzo: “Amarezza enorme”

aquile pontebbaPer volare ancora è necessario, a volte, cambiare cielo. Abituate alle azzurrità cristalline del cielo di Pontebba, sotto il Monte Cavallo innevato, le Aquile, massima realtà regionale dell’hockey su ghiaccio pare traslocheranno nella vicina Austria ma nulla è ancora certo. .

La storia recente aveva visto la compagine friulana soccombere nello spareggio contro Fassa e retrocedere in A2. Era la scorsa primavera. La stagione fu difficilissima e mai raddrizzabile anche se spesso le sconfitte furono sfortunate o di misura. Fin da subito si scrisse della volontà di traslocare oltre confine per disputare il campionato 2013-14, decisione dettata principalmente da motivazioni economiche, per cercare di sfuggire alle gravose tasse federali da versare al momento dell’iscrizione e dalla poca collaborazione di Enti importanti o di sponsor pesanti. Perché organizzare le trasferte in un campionato di vertice ( o quasi, se si fosse accettato la retrocessione in A2) comporta moltissimi costi e soprattutto la retribuzione di giocatori da acquisire su piazze più importanti e riuscire poi a tenerli in Friuli con una valida motivazione. E un buon stipendio è una validissima motivazione.

Eppure le Aquile avevano fatto innamorare tutti, anche gli scettici o i neofiti con quella stagione 2006/2007 in cui la squadra del Friuli – Venezia Giulia si era presentata in A1, per niente intimorita dalla massima serie , dando filo da torcere anche a team più blasonati come Bolzano, Alleghe, Asiago, Cortina e i Campioni d’Italia del Milano. Come non ricordare la splendida vittoria per 5 a 1 contro i Vipers davanti ad un “Pala Vuerich” stracolmo? E la vittoria della Coppa Italia quella domenica 2 marzo 2008, battendo in finale l’Alleghe per 4 a 1? Un risultato inaspettato capace di emozionare ed inorgoglire una regione intera.

Se sarà Austria come sembra, lo scenario sarò diversissimo: il campionato dovrebbe partire a metà novembre e i giocatori saranno un gruppo poco più che amatoriale alle prese con un campionato di quarta categoria,con trasferte più vicine, meno spese e l’appeal di birra e würstel mangiati nel dopo partita. In sostanza una sorta di autofinanziamento, con sponsor minori alle spalle.

I cittadini di Pontebba vivono il momento con rassegnazione anche se molti ragazzini sognano ancora di incontrare i loro campioni di serie A. Il fenomeno della disaffezione, lo sappiamo, è il malanno più tipico del tifoso friulano, capace di riempire i catini sugli spalti quando tutto va a gonfie vele. Quando poi le cose cominciano a prendere una cattiva piega, scemano l’entusiasmo e la partecipazione.

L’ultimo capitano, Patrick Rizzo, oggi attaccante del Val Pellice, ci ha esternato la sua amarezza per il futuro incerto della sua ex squadra: «Mi dispiace molto – ammette il giocatore – , anche perchè dopo cinque anni di militanza mi ero legato molto alla società e alla gente. Lo scorso è stato un anno difficile e riuscire a mantenere la squadra legata nel momento delle difficoltà è stato da eroi. Non eravamo uno squadrone, certo, ma ce la siamo giocata anche contro squadre di altri pianeti. Se le Aquile giocheranno in Austria sarà in una quinta Lega. Non vedo un gran futuro per i giovani e sono rattristato che molti miei ex compagni siano rimasti senza squadra». (Biancamaria Gonano)