Mara, airone di laguna


La Navarria tra sportivo e privato: «Amo i musei romani e la cucina di mio marito»
Domenica 16 ottobre: la spada femminile vince il bronzo a squadre e strappa l’ultima preziosa medaglia per la scherma azzurra ai Mondiali di Catania contro la Germania nella finale per il terzo e quarto, trascinata da una strepitosa Mara Navarria. Un risultato importantissimo che consente alla compagine italiana di conquistare l’undicesima medaglia nella competizione mondiale. Gran finale per la schermitrice friulana che in individuale si era arresa, qualche giorno prima, agli ottavi contro la polacca Magdalen Piekarska.
«C’è molta soddisfazione per la medaglia conquistata, anche se proviamo un po’ di rammarico per l’assalto perso contro la Cina – dice la spadista friulana – . Una cosa positiva è che ora la scherma, sport pulito ed educativo, grazie al buon lavoro della federazione si conosce di più. A livello individuale mi considero parimenti soddisfatta perché ho saputo recuperare pur essendo sotto di quattro stoccate. Certo, provo un pò di amarezza per essere uscita agli ottavi perché puntavo ad una medaglia individuale, ma sono felice ugualmente per il mio atteggiamento che ritengo super positivo».

Da Carlino, suo paese d’origine sito nella parte più meridionale della pianura friulana fino a lambire per un tratto la Laguna di Marano, per fare scherma Mara si è spostata a Roma, sposandosi sccessivamente con il suo preparatore atletico, Andrea Lo Coco.
Raggiunta al volo mentre lasciava la fortunata Sicilia, la campionessa ci ha raccontato i suoi esordi nel mondo della scherma: «Sono cresciuta nell’Associazione schermistica Sangiorgina, poi Gemina Scherma, di San Giorgio di Nogaro, allenata dal grande maestro d’armi Dario Codarin. Ho concluso gli studi liceali a Cervignano e poi mi sono inserita nel Gruppo sportivo dell’Esercito. In seguito, volendo investire su qualcosa d’importante nella mia vita, mi sono trasferita nella Capitale. Qui sto concludendo gli studi di Scienze motorie intrapresi a Gemona e mi laurerò nella prossima sessione. A Roma sono allenata dal maestro russo Oleg Pouzanov. Attualmente sono ventesima nel ranking mondiale e cerco con tenacia di scalare la classifica e rosicchiare posti su posti».

La carriera di Mara è iniziata alla grande con la vittoria di due Coppe del Mondo Under 20, per proseguire con un oro nella spada ai campionati italiani. Nonostante un leggero, acquisito accento romano evidente nella sua loquela, Mara dichiara di sentirsi friulana al cento per cento. «Il legame con la mia famiglia, con gli amici e i luoghi d’origine è fortissimo. Quando torno a casa sto talmente bene che non ho bisogno d’ altro. Mi basta fare un giro in bicicletta fino in laguna per provare un’intensa pace interiore».

Quali sono le qualità che ammira nei friulani, proverbialmente gente dura ma d’animo nobile?:
«Sicuramente la determinazione, il senso del lavoro e l’umiltà» – dice Mara, involontariamente riferendosi anche a se stessa.
E a Roma, invece, come trascorre le sue giornate?
«Quando non mi alleno mi piace pranzare con mio marito che, ci tengo a dirlo, è un ottimo cuoco. Adoro poi fare fotografie e la storia. Sto esaurendo ormai i musei romani da visitare…».

Quali sono i sogni di Mara? «Sportivamente sono abbastanza soddisfatta, porto con me la fierezza di aver partecipato a questo mondiale e sogno l’Olimpiade, ma sono realista e dico che mi manca ancora qualcosa. E come donna desidero allargare la mia famiglia, avere dei figli».
Nella pagina ufficiale del suo Fan Club su Facebook emerge la citazione adattata di Roberto Saviano: «Le stoccate che dai e che ricevi in pedana smettono di essere gesti sportivi e divengono simboli». La scherma come simbolo di libertà e di femminilità ci sta tutto in lei, ragazza fresca e dalla grazia delicata come quella di un airone in laguna.