Scuola friulana in pole position

La pianta del rallysmo friulano continua tradizionalmente a produrre frutti succosi e Michele Buiatti, principino della corsa in salita, e Anna Andreussi, navigatrice del già affermato compagno di vita Paolo Andreucci, con il quale parteciperà all’Alpi Orientali in programma nel week end, ne sono i prodotti al momento fra i più pregiati.

Per Buiatti, classe ’81, la stagione in corso è stata un’escalation di vittorie in una specialità  particolarmente intensa nella quale fondamentali sono la calma e la concentrazione, con la recente vittoria a Gubbio e quella dello scorso fine settimana all’Abetone, con ipoteca del titolo italiano in classe N2000, a confermare la classe innata del giovane pilota.

“Già , ho vinto finora otto delle dieci gare del campionato italiano, ” conferma il driver, ingegnere gestionale e impegnato nell’azienda serramentistica di famiglia a Salt di Povoletto ” e sono ovviamente soddisfatto di come mi sta andando. La corsa in salita non è provante fisicamente, essendo una corsa meno lunga e impegnativa del rally tradizionale, ma ti spreme mentalmente poiché è di breve durata e ti costringe perciò a limitare al massimo gli errori. Le gare si vincono talvolta per decimi di secondo ed è indispensabile mantenere sempre alto il livello di concentrazione”.

Una passione, quella di Michele, dichiaratamente ereditata dal padre Gino.

“Nella seconda metà degli anni Settanta fu anche lui rallysta ” riferisce – e tuttora continua a correre in gare-sport”. Nel presente di Buiatti junior e della sua Honda Civic 2000 c’è anche il costante gomito a gomito con il pugliese Montanaro, sul quale sta comunque prevalendo in classe.

“Con lui ho dato vita quest’anno ad alcuni entusiasmanti duelli ” dice – . A Fasano, in provincia di Bari, lui ci teneva a fare il colpaccio davanti al suo pubblico in una gara dalla pendenza minima, sul 5%, ma io sono riuscito a batterlo, mentre in Calabria è stato lui a prevalere su di me per pochi decimi. In assoluto classe N sono invece secondo, alle spalle del pescarese Chiavaroli, che corre su Mitsubishi. Posizioni che punto a mantenere da qui alla fine del campionato”.

Risalgono invece al ’92 gli esordi automobilistici della trentottenne udinese Anna Andreussi, dopo che un infortunio ne aveva interrotto a diciott’anni una promettente attività sciistica.

“Debuttai come navigatrice di Anita Fasiolo e di Vicario ” ricorda – , interrompendo poi per andare a lavorare alla Pirelli a Montecarlo. E fu qui che avvenne la svolta decisiva della mia vita, quando mi dissero che il pilota Paolo Andreucci cercava un navigatore, proponendomi un contatto con lui. Era il 2001 e al suo fianco disputai metà delle gare in calendario, al cinquanta per cento con un altro navigatore, Giusti. E dal 2007 divenni la sua unica collaboratrice”.

Un rapporto di lavoro poi sfociato in amore. “Trascorrendo molte ore insieme nel nostro mondo spesso accade che subentrino amicizie molto solide o rapporti sentimentali ” ammette Anna -. E questo aiuta quando il navigatore dev’essere supporto del pilota non solo in quanto ad attenzione, precisione, metodicità  e lettura della nota ma anche conferendo al driver la necessaria tranquillità“.

Professionisti accomunati dalla passione per il proprio lavoro oltreché da un consolidato rapporto privato, Paolo Andreucci e Anna Andreussi stanno affilando le armi per provare a vincere l’Alpi Orientali.

“Paolo l’ha vinto una sola volta, nel 2006, – evidenzia la navigatrice ” e grande è dunque la nostra motivazione per tentare il bis sulle strade di casa e in una competizione piuttosto dura”.

E a furia di test, verifiche e ricognizioni puntigliose e quotidiane hai visto mai che l’impresa non riesca.