Giuseppe Lo Duca: “Io come Ferguson”

Il veterano della panchina, Giuseppe Lo Duca
Il veterano della panchina, Giuseppe Lo Duca

In Inghilterra lo chiamerebbero Sir Giuseppe Lo Duca. Qui in Italia e soprattutto a Trieste è “il Prof”. Rappresenta l’handball triestina, che è nata con lui. Letteralmente, a partire dal 1966, anno in cui viene fondato il Comitato Nazionale Promotore della Pallamano ( che assumerà la denominazione di Federazione Italiana Handball), con la sede di Roma ad investire dell’incarico a Trieste all’interno degli istituti scolastici il neodiplomato Isef Giuseppe Lo Duca, che diviene coordinatore provinciale del settore pallamano.

Nel novembre ‘70 lo stesso Lo Duca, dopo aver partecipato al primo corso per allenatori, fonda l’ Acli Pallamano Trieste con l’aiuto di Pino Grio, allora presidente di quella Società. I primi colori sono il bianco e il verde e la palestra d’allenamento quella in via dell’Istria 57, sul campo coperto dell’Enaip. L’esordio ufficiale nel campionato di serie B 1970-71, poi la promozione nella massima serie, con Giuseppe Lo Duca in campo nella duplice veste di allenatore-giocatore (i figli ne seguiranno le orme) e l’inizio della gloriosa storia della squadra più titolata d’Italia, con 17 scudetti dal 1976 al 2002, la partecipazione a numerose competizioni internazionali, l’autoretrocessione per motivi economici, la risalita. Quest’anno un ottimo terzo posto alle spalle di Bolzano e Bressanone, con i play off sfuggiti per un nonnulla.

«Quando fondai la società, la pallamano era uno sport sconosciutissimo – ricorda Lo Duca -. Io giocavo non male a calcio con la Triestina, ma iniziai con entusiasmo un’avventura pionieristica in cui cominciai ad insegnare lo sport nelle scuole medie, formando molti ragazzini ad un buon livello. Nel ‘74-‘75 vincemmo il primo campionato ma il Coni ce lo tolse per una presunta irregolarità con un giocatore straniero. Fu una questione meramente politica. Erano anni di sfide stellari con il Rovereto e nello spareggio a Roma vincemmo il primo tricolore 19 a 18. Poi gli altri scudetti. Fra questi il titolo del ’79 nel periodo più bello, con la squadra composta da tutti ragazzi triestini e il Palasport di Chiarbola affollato da 1500 spettatori, che diventarono 4000 nel ‘92, quando conquistammo il decimo scudetto. E a Zagabria vincemmo la Champions League di fronte a 10000 persone».

Ma nel 2006-07 per motivi economici la decisione di autoretrocedere, ripartendo dalla A2. «Le difficoltà a mantenere vivi gli sport minori sono palesi. – considera “Il Prof” – L’unico modo per sopravvivere è quello di rafforzare il settore giovanile. Il bilancio della stagione appena conclusa è ampiamente positivo. Non abbiamo raggiunto i play-off ma siamo riusciti a far crescere e maturare ulteriormente i nostri giovani. Per quanto mi riguarda lascio che siano gli altri a giudicare il mio operato. Se dovessi considerare la mia passione direi 10!».

L’appellativo di Sir, poi, non gli dispiace: «L’anno scorso un settimanale sportivo nazionale ha pubblicato l’elenco di chi ha più allenato e vinto: io sono finito alla pari con Ferguson…». (Biancamaria Gonano)