Lucia Mazzotti torna in pista "Ma devo anche laurearmi"

Lucia Mazzotti
Ristabilita dall'infortunio, Lucia Mazzotti tornerà in pista. Ma pensa anche alla laurea

Calvario finito per Lucia Mazzotti. La venticinquenne discesista tarvisiana delle Fiamme Gialle ha rimesso gli sci sulle piste di Sella Nevea a distanza di oltre tre mesi dall’infortunio occorsole in allenamento lo scorso 28 dicembre, quando si procurò la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Un incidente che le costò la partecipazione alle Olimpiadi di Vancouver ma adesso Lucia, operata dal professor Zorzi all’ospedale veronese di Negrar, riparte con spirito combattivo alla proustiana ricerca del tempo perduto. “In queste prime uscite ho sciato senza forzare in campo libero – testimonia la discesista azzurra – e sinceramente non mi attendevo di ottenere una risposta cos» positiva dal ginocchio operato. Mi sento al 100% e conseguentemente felice e ottimista”. Un recupero, il suo, favorito dalla perfetta riabilitazione seguita presso il centro isokinetic di Verona per il decorso post-operatorio e in seguito presso lo Starbene di Ronchi dei Legionari. E nei prossimi giorni il test al Passo del Tonale con le compagne di squadra. “Il lavoro al centro Starbene è stato fondamentale – evidenzia la Mazzotti – . Lì sono stata seguita con grande professionalità dal fisioterapista Janos Alcini e dal preparatore atletico Andrea Gallo. Così il recupero si è rivelato rapido, consentendomi la ripresa degli allenamenti. All’inizio si è puntato sul recupero della forza e in seguito ho ripreso a correre e a fare qualche esercizio di rapidità. In marzo mi sono allenata spesso praticando lo sci alpinistico, mentre con l’avanzare del clima primaverile la bici mi è stata di aiuto per ricostruire una buona base di resistenza aerobica”. Concentrata sul recupero fisico, Lucia Mazzotti non ha mancato comunque di pensare agli studi. “Voglio terminare tutti gli esami entro l’estate all’Università di Trieste e laurearmi in psicologia a settembre. Con il papiro tra le mani potrò poi pensare a mente sgombra alla prossima stagione di Coppa del Mondo“.