Sguardi incrociati sullo Sport a Trieste

panoramica meeting Sguardi incrociatiDavanti alla platea della Sala San Giusto dell’Hotel Savoia, il moderatore ed oratore Alessandro Perelli ha elencato la lista dei presenti, dando la parola per il saluto iniziale al primo cittadino Roberto Cosolini. Partendo dalla drammatica situazione della Triestina nel calcio, ha ricordato come ci siano anche sport che godono di buona salute: per Perelli il rilancio nello sport è legato al rilancio della città nel suo complesso. Dal Porto al commercio, vari settori devono accompagnare il processo di ripresa dei valori sportivi.

Il sindaco COSOLINI ha ringraziato e salutato, dando il benvenuto in città ai numerosi ospiti. In risposta al tema dell’incontro ha inquadrato due aspetti: positivo, il gran numero di praticanti, sotto tutte le discipline, e a tutte le età. Passione diversificata a e molto forte per lo sport, straordinario movimento che vuol dire ed è indice di benessere, ma la situazione è altalenante negli sport di squadra: ciò è dovuto a difficoltà oggettive nel convogliare delle aziende verso lo sport locale. In città ci sono imprese che hanno tendenze globali e sono dunque poco propense al territorio e dall’altro lato, aziende e imprese troppo piccole per sostenere gli sport professionistici.

«Trieste può recuperare posizioni nello sport – ha spiegato Cosolini – come lo sta facendo nel logistico, nella ricerca, turismo e nella cooperazione culturale. La funzione della città è quella di una porta aperta, un collettore di una parte di Europa molto ampia ed importante. Ad esempio laboratorio di collaborazione nello sport e nel basket con i vivai di oltreconfine. Disponibilità sua, dell’assessore Kraus (invitato, ma non presente), dei consiglieri comunali presenti, De Gioia e Cimolino, invitati a far tesoro di quanto proposto dagli altri ospiti e dalle realtà confinanti

EMILIANO EDERA, membro dell’assemblea regionale, ma in passato anche ex assessore allo sport del comune di Trieste e conosce dunque perfettamente i problemi. Ha portato i saluti di Serracchiani e Iacop. Edera ha portato la testimonianza dell’importante ruolo geografico della città su Mitteleuropa e sull’Adriatico. Distinzione tra enorme mole di praticanti sportivi e le difficoltà delle squadre di vertice. Promozione delle aziende sul territorio non è rosea, ma è un dato vecchio e già noto, su cui la politica deve riflettere, specchio della mancata volontà degli imprenditori (locali e non) di investire in termini sportivi. Cita gli esempi di Dukcevich, Samer e Pozzo per l’Udinese calcio in ambito regionale, sono esempi per cambiare rotta. Le otto interviste di questi giorni svolte dal Piccolo di investire sulla Triestina hanno dimostrato la realtà: nessuno degli intervistati ha manifestato la volontà di prendersi tale impegno. Città cmq fortunata perché dotata di grandi dirigenti sportivi, staff, accompagnatori, un tessuto forte e attivo: lavoro di aiuto e supporto. Appassionato e dilungato per l’importanza del tema.

PETAR SKUNDRIC: presidente della Stella Rossa di Belgrado, la più grande polisportiva e società dei Balcani e tra le maggiori d’Europa, che festeggia i 70 anni della sua esistenza. Un dato sull’importanza della SR: oltre duecentomila giovani han fatto parte della polisportiva, supportata e amata da tutta la nazione e per esempio da tennisti come Djokovic e la Jankovic. Calcio: Savicevic, Jugovic, Mihajlovic e Stankovic, solo per citare alcuni dei più famosi, ma sono in tantissimi a provenire dalla società biancorossa. Fa leva e influenza sui risultati, sulle emozioni e quasi sul lato spirituale che esalta la massa del Paese. Quasi 600 trofei, 400 titoli nazionali, 177 coppe, sei campionati europei, 2 titoli mondiali, almeno dieci titoli all’anno: questi i dati del palmares di Belgrado. Skundric ha ricordato il proprio contribuito all’avvicinamento tra Serbia e Italia, anche per rendere l’Italia il primo partner sia economico che sportivo del Paese e con la creazione di strategie di collaborazione tra i due paesi, più dal pdv strategico che non sportivo. Pronto a collaborare con le squadre triestine, e si è detto pronto a aiutare non solo i serbi presenti a Trieste e in regione, ma tutti coloro che cercassero una collaborazione con la Stella Rossa. Un libro sulla storia 70nnale della società è stato regalato da Skundric al sindaco Cosolini e ad altri rappresentanti delle amministrazioni. Skundric ha poi rivolto i migliori auguri ai concittadini serbi a Trieste e a tutti i triestini di praticare sempre sport. – Saluti anche a nome di Aleksandar BORICIC, l’importante presidente della Cev (l’Uefa della pallavolo) e vicepresidente della federvolley mondiale.

Perelli ha così chiosato l’intervento di Skundric: “le emozioni citate che si creano con l’attività agonistica, lo sport come fonte di emozioni e di sentimenti che uniscono. Non basta rinforzare solo una squadra, ma ci vogliono progetti per rilanciare un settore, magari tra i vivai giovanili”.

KLAUDIO POROPAT: ha raccontato la propria storia, prima da giocatore pallavolista, poi membro e quindi presidente del club Mok Rovigno, che milita nella A croata. Ha vinto una coppa nazionale nel 2012, un enorme successo per una cittadina di soli 15 mila abitanti. Ha ricordato le connessioni con squadre locali, istriane e litorali adriatiche per creare Lega Alpe Adria. Ora si gioca la kermesse “Confini in Gioco”, con Uisp e appassionati di Italia, Austria, Slovenia e Croazia che si cimentano nel green-volley: collaborazione tra le squadre, un progetto che funziona e che, sulle basi di amicizia e ricreativa, ha fatto più che non le istituzioni.
Tornando alla propria squadra, almeno sei atleti, la metà dell’under 19 nazionale croata, proviene dal Rovigno, di cui tre della minoranza italiana in Istria, e diversi giovani sono andati a studiare a Trieste e Duino. Profonda l’impronta e il modello della storia dello sport a Trieste su iìIstria, Croazia e sulle repubbliche sorte dalla scissione della ex Jugoslavia, tra le quali Poropat confida in sempre più profonde e attive collaborazioni.

LUCIANO GASPARI: arbitri, categoria di veri sportivi. Indispensabili e profondi conoscitori dello sport, settore importante per promozione e crescita. – Un “male necessario” – ha così definito Gaspari la categoria arbitrale -, ricordando la storia e la scuola importante degli arbitri di Trieste, Caputo e altri, per arrivare ai tempi nostri. Lungo elenco di nomi appartenenti al Fvg come settore arbitrale. Ts città al centro delle sue esperienze, a Montecengio, con la squadra del Cus in A1 maschile nei Settanta. In questa città manca oggi la pallavolo. Bene le dirigenze, ma mancano i soldi purtroppo, mancano gli sponsor che vanno sempre cercati affannosamente. Ha ricordato tutti i grandi eventi del volley che si sono svolti a Trieste, dove l’organizzazione ha fatto onore, seconda nel mondo solo al Giappone. Ha citato poi la Mevza, associazione europea della Cev, con squadre di austria, slovenia, ungheria, cechia, ecc appartenenti alla zona mitteleuropea, dove il volley unisce quindi una vasta zona: tra sport e cultura quindi anche la pallavolo ha lavorato. Idea provocatoria di creare una squadra, magari nel femminile, sfruttando lo statuto speciale della Regione Fvg, servirebbe e porterebbe ad interessare 3 assessorati: sport, cultura e turismo.

PERUZZO: presidente del San Luigi Calcio, entusiasta e felice di aver partecipato, ha ricordato gli sforzi del San Luigi (diventato parte della scuola calcio della Juventus) ed ha approfittato di questo evento per invitare ad un torneo nella primavera 2016 la Stella Rossa, e altre squadre serbe, per fungere così da ponte tra diverse scuole calcistiche.

Perelli ha poi illustrato dal punto di vista geopolitico l’importanza della città e del suo Porto in ottiche marittime e di commercio, come macroregione adriatica e ionica e come sbocco europeo sull’intero bacino del Mediterraneo, affiancandosi ad un discorso di sviluppo dello sport verso questa intera area.

GIORGIO BRANDOLIN: il parlamentare goriziano, presidente del Coni Fvg, ha ringraziato tutti i presenti. «Nel 1968 ho perso contro la S.Rossa una gara da Allievi con l’Udinese calcio», ha citato tra i propri ricordi. Tanti gli spunti, tanta carne al fuoco: ha ricordato il passato di Trieste nei 3-4 grandi sport di squadra, ma queste squadre si son trasformate in aziende, in entità economiche, con regole e vite differenti, cambiando così la geografia del calcio e degli sport maggiori. Le emozioni serbe della Stella Rossa coinvolgono tutte le famiglie, una città enorme, una capitale, ma ovviamente son un territorio diverso: La SR è paragonabile in Europa solo a Real Madrid e Barcellona, è una realtà troppo grande. La storia delle polisportive nel nostro Paese è invece differente, colpita da suddivisioni e interessi differenti. “Alpe Adria”, spesso citata nel corso del meeting, fu una grande intuizione nel passato della Politica locale, superando i problemi ideologici e le cortine di ferro, aveva messo insieme regioni, e zone locali, con rapporti che si sono consolidati poi con la formazione dell’Europa attuale. La necessità è quella di confrontarsi e giocare oltre i confini: in futuro Trieste potrebbe fungere così, aiutata dalla politica e da giusti apporti. «In aprile nel torneo giovanile di Gradisca prepariamo l’incontro tra molti comitati olimpici, – ha spiegato Brandolin – dell’area adriatica e balcanica, per stimolare un qualcosa come la attuale Lega Adriatica di basket di oltre confine. I poli di attrazione non esistono più per la vicinanza, ma dove ci sono i soldi. Gli atleti sloveni, croati serbi ecc, vanno dove c’è la possibilità di fare carriera e di fare soldi, non verrebbero a Trieste per la vicinanza, dato che ormai questa Europa ha cancellato ogni distanza. Non basta per i livelli sportivi di cui parliamo la vicinitas geografica, bensì un progetto e una realtà economicamente attraente: la Stella Rossa lo è certamente per tutta la zona serba e balcanica».

Infine il presidente del Coni Fvg ha toccato il Problema degli impianti, che sono vecchi perché radicati nella storia della città: rafforzare e rimodernare gli sport e gli impianti, e trovare gli imprenditori disposti ad investire, questi gli imperativi. «Ringrazio comunque tutti i dirigenti delle società che son asd, dilettanti, associazioni sportive particolari dal punto di vista fiscale, ma che non perdono l’occasione di dimostrare l’impegno e il coraggio di fare e diffondere sport».