Sonia Borghese: una donna a capo dell’automobilismo regionale

Dopo i fiduciari di Pordenone e di Trieste era quasi scontato che la provincia di Udine (quella con più gare e licenziati in regione) ottenesse la nomina del fiduciario Aci Sport ed ecco che è spuntato il nome di Sonia Borghese, un nome e una garanzia, in quanto la cinquantatreenne di San Pietro al Natisone, funzionario di un ente pubblico della sanità nel cui ambito ha esercitato per oltre 10 anni la professione di avvocato, fin da giovane ha frequentato il mondo dell’automobilismo come ufficiale di gara verificatore sportivo, commissario di percorso e commissario sportivo kart, addetto stampa di eventi sportivi e di team automobilistici, naviga di molti piloti di auto storiche e moderne – tra cui suo marito con cui quest’anno si è classificata terza nel Campionato Europeo Rally storici – e pilota di gare in salita e rally.

Si è sempre interessata a dare supporto e consigli utili in materia di regolamenti e procedure relative alle discipline dello sport automobilistico, e questo l’ha portata a far parte di varie commissioni sportive a livello regionale, relatore in materia di regolamenti nei corsi navigatori, e ad essere candidata anche come rappresentante dei conduttori nella FIA Historic Rally Sub-Commission.

Quando è entrata nel mondo dello sport automobilistico?

Il virus me lo ha trasmesso Pietro Corredig quando abbiamo cominciato a frequentarci nell’ormai lontano 1984, anno in cui lui, guarda caso, lui si è laureato campione dell’ultimo Trofeo A112 e da allora sono entrata a piccoli passi nel mondo dell’automobilismo, prima come commissario di percorso e poi come navigatrice, rimanendone sempre più coinvolta e contagiata in forma acuta ormai senza più speranza di guarigione.

Quale è il suo curriculum sportivo?

Ho ottenuto la licenza di conduttore nel 1989 rinnovata ininterrottamente fino ad oggi e con all’attivo oltre 200 gare come navigatore, due rally ed una decina di gare in salita come pilota e qualche gara amatoriale con il kart 100. Ho vinto la Mitropa nell’anno 2006 nella categoria navigatori auto storiche, nel Campionato Europeo rally storici sono salita tre volte sul terzo gradino del podio navigatori e nel 2013 mi sono laureata vice campione europeo della seconda categoria.

Come navigatrice a quali piloti ha fatto da co-pilota?

Ho avuto la fortuna di potermi sedere sul sedile di destra al fianco di piloti del calibro di Gianni Marchiol con cui ho disputato diverse gare in regione negli anni ’90 ed un rally di Monza, di Claudio De Cecco che mi ha dato l’opportunità di disputare gare del Campionato italiano Rally e di Mitropa su vetture da assoluto, di Franco Leoni con cui sono riuscita coronare il sogno di conquistare il gradino più alto del podio di un rally moderno, Andrea Polli che mi ha fatto innamorare del mondo delle auto storiche, Rino Muradore che con me ha iniziato la sua lunga serie di successi nella Mitropa, e molti altri che sarebbe troppo lungo elencare ma che porto tutti nel cuore. Un pensiero speciale per mio marito Pietro Corredig che reputo uno dei piloti più forti in assoluto con cui ho corso, che stimo profondamente e che anche sui campi di gara mi ha saputo regalare profonde emozioni..

Come driver di gare in salita e rally con che macchine corre e con che risultati ?

Diciamo che per me come pilota “correre” è una parola grossa: mi diletto ogni tanto a partecipare a qualche gara sperando di non fare troppa brutta figura con il solo scopo di divertirmi e finora credo di esserci riuscita, a divertirmi sicuramente. Ho tenuto tra le mani il volante di Fiat cinquecento, Peugeot 205 e 106, clio williams gr N e, ultimamente, quello delle BMW di casa nostra gruppo 1 e gruppo 2.

A seguito delle dimissioni del fiduciario Aci Sport Corrado Ughetti quali sono le motivazioni che l’hanno spinta ad accettare l’incarico?

Le dimissioni di Corrado, che è un caro amico, sono state un fulmine a ciel sereno e lo ringrazio per l’ottimo lavoro che ha svolto in questi anni con passione e competenza, conto molto sulla sua collaborazione per dare continuità agli ottimi risultati da lui ottenuti. La richiesta di prendere il suo posto mi è giunta direttamente da Cristina Pagliara, Presidente della Delegazione regionale degli ACI, e la proposta mi ha subito stimolato proprio per il fatto di essere stata fatta da una donna: siamo l’unica Regione in Italia ad avere sia il delegato che il fiduciario regionale donne in questo mondo prettamente maschile, è una sfida nelle sfida che ci stimola a dare il meglio. Il compito che ho assunto è sicuramente impegnativo e dovrò organizzarmi per ottimizzare tutte le mie attività, per fortuna posso contare sul valido aiuto da casa: Pietro mi ha sempre appoggiata ed ha sempre condiviso le mie iniziative, lui è il mio valore aggiunto ed è merito anche suo se ho raggiunto traguardi che reputo importanti.

Quali sono le tue priorità per lo sport automobilistico in regione?

Innanzi tutto devo imparare a conoscere dal di dentro i meccanismi che regolano il potere sportivo, qualcosa ne so e la mia esperienza sul campo ed anche professionale mi sono d’aiuto ma tra il “sapere” ed il “fare” ce ne passa ed io punto anche a saper fare bene quello che di cui mi occupo. Chiedo quindi pubblicamente il contributo di tutti gli appassionati della mia regione per cercare di migliorare insieme quello che si può: se avete idee, progetti e proposte non esitate a contattarmi con spirito costruttivo e positivo in nome della passione che ci accomuna.

L’automobilismo sportivo in regione non gode di buona salute in tutte le specialità: quale sarà la sua ricetta? 

Bisogna innanzi tutto rilevare che non siamo una regione grandissima e nonostante questo siamo la regione più titolata a livello di gare in Italia: ospitiamo la Coppa del Mondo di Cross Country Rally con l’Italian Baja, una prova del Campionato Europeo Rally Storici all’Alpi Orientali che quest’anno rientra anche nel Campionato Italiano Rally con le moderne, diverse manifestazioni valide per il FIA Central European Zone, tra cui le salite di Verzegnis e Cividale, e molte altre manifestazioni, compresa la regolarità, che stanno crescendo di importanza grazie all’impegno di giovani con la voglia di mettersi in gioco. Io, come per il resto, cerco di cogliere il lato positivo del movimento automobilistico regionale e del grosso lavoro svolto e non credo ci sia stata la volontà di mettere in disparte nessuno. Il grosso lavoro da fare, piuttosto, è sviluppare la promozione delle nostra specialità affinché ci sia una percezione reale e diffusa dei risultati ottenuti e delle molteplici attività svolte sul territorio che io per prima devo iniziare a conoscere a fondo, soprattutto per quanto riguarda le specialità che non pratico in prima persona.

Come conta di far avvicinare i giovani all’automobilismo sportivo?

Le scuderie e le associazioni sportive si stanno dando molto da fare con diversi corsi propedeutici e non mancano neppure le manifestazioni di basso impatto agonistico. Al contempo, però, bisogna vigilare affinché le occasioni che vengono offerte ai giovani di avvicinarsi al nostro sport diano anche garanzie di sicurezza adeguate. Ci vuole inoltre l’entusiasmo di persone carismatiche e affidabili che sappiano trascinare e coinvolgere i ragazzi per cui sarò sempre disponibile ad appoggiare e promuovere le realtà ed i soggetti che si muovono in questo senso.

Come intende interfacciarsi con gli ACI regionali per avere risorse per lo sport automobilistico?

Ricordo che, come da Statuto, è compito dell’ACI promuovere, incoraggiare ed organizzare le attività sportive automobilistiche, assistere ed associare gli sportivi automobilistici, attività che sono parte fondamentale della storia dell’ACI stesso. Un ACI che trascura questi compiti, secondo me non adempie compiutamente al sua mandato istituzionale. Mi raccorderò con i fiduciari provinciali per stimolare il più possibile la partecipazione concreta da parte degli ACI alle attività sportive e per svolgere puntualmente il compito di vigilanza sull’andamento generale di dette attività attribuito alla delegazione regionale.

Gli ufficiali di gara sono un altro tema molto importante mancando un ricambio generazionele…

So che è in programma nei giorni 11, 12, 13 e 18 dicembre prossimi una corso di formazione per commissari di percorso che si svolgerà a Trieste e che rappresenterà l’occasione per avvicinare spero molti giovani a questa funzione molto delicata e fondamentale per la garanzia della sicurezza nelle competizioni. Le associazioni degli ufficiali di gara hanno un ruolo fondamentale nella promozione di questo tipo di attività e mi pare che anche in questo ambito possiamo contare su nuove leve che con il loro entusiasmo saranno in grado di far crescere il numero di addetti. 

E’ scontato che non potrà fare tutto da sola: come intende organizzare il suo incarico?

In effetti, mi piacerebbe avere la bacchetta magica per riuscire a coinvolgere sempre più piloti ed appassionati, per incrementare il numero degli addetti abbassandone l’età media, per risolvere tutte le difficoltà che incontra l’automobilismo regionale in un colpo solo… Ma bisogna restare con i piedi per terra  e, come detto prima, intendo muovermi per gradi analizzando il contesto in cui mi trovo ad operare, puntando sul coinvolgimento in prima persona di tutti gli addetti ai lavori e praticanti delle varie discipline, auspicando sopratutto la collaborazione degli appassionati perchè sono convinta che è sempre la passione che consente di far progredire e migliorare anche il nostro amato sport.