Tennis – L’analisi: come ripartire dopo il coronavirus

La pandemia mondiale ha frantumato in pochi giorni ambizioni stagionali, programmi e aspettative di crescita o di riscatto nei risultati; le classifiche a punti sono oggi stravolte nel loro complicato calcolo, causa l’annullamento di molti tornei ATP. Il mondo del tennis si interroga sul come si può riportare tutto sullo stesso piano con equità, e soprattutto con il giusto buon senso. Impossibile stabilirlo oggi, si possono solo fare alcune previsioni; noi ci proviamo, riflettendo in tempi  difficili, di piena emergenza. 

Chi pratica e lavora nel mondo dello sport è abituato al riscontro sul campo, in realtà l’unico risultato atteso per dare un senso al proprio lavoro. “Ad maiora”, “chi si ferma è perduto”, “il sogno continua”, la prossima volta “andrà meglio”, “mai mollare”, potremmo continuare all’infinito con gli slogan motivazionali su questo tema,  che non significano necessariamente vincere, perchè anche da una sconfitta nascono ugualmente grandi motivazioni e nuovi progetti. Invece, il Covid 19 ha interrotto tutto, in pochi giorni sono stati rinviati e annullati tutti i tornei, e rispettivamente rinviato ed annullato gli Slam di Parigi e Londra per la prima volta dal dopoguerra; per il tennis il 2020 doveva essere l’anno olimpico, che rappresenta a mio avviso,  una ambizione più prestigiosa rispetto alla vittoria di uno Slam.

Detto questo, superata l’emergenza, bisognerà comunque ripartire. Ma in che modo e con quali obiettivi? 

Gli US Open di New York, in agosto? Per il momento l’unica certezza è che i campi di Flushing Meadows sono stati riconvertiti in ospedale da campo, a disposizione di medici e infermieri, per contrastare la pandemia della metropoli americana. Il vero Slam in questi giorni lo stanno disputando proprio loro, medici ed infermieri di tutto il pianeta, che sono i nostri veri campioni del mondo, unitamente al ricordo in memoria delle migliaia di persone incolpevolmente rimaste vittime a causa del Coronavirus. Perchè non proporre di inscriver tutti loro, negli albi d’oro dei trofei mondiali del 2020? Comprese le oltre 300 medaglie d’oro olimpiche che dovevano essere assegnate con data 2020. Senza alcun dubbio vogliamo dedicarle oggi a tutti loro, con tutta la nostra  gratitudine.

Eppure la stagione a gennaio, era regolarmente iniziata con lo Slam Australiano, torneo che peraltro è stato anch’esso a rischio di annullamento, per l’altra gravissima e drammatica vicenda degli incendi in Australia; dato per assodato quanto sopra, a mio avviso non avere la prospettiva di completare i quattro SLAM nello stesso anno, fa perdere il loro stesso prestigio. Per questo motivo, una buona linea di ripresa, potrebbe essere il far completare tutte le competizioni a squadre del 2020, rinunciando per quest’anno ai tornei individuali. Ripartire con i grandi valori dello sport di squadra, rappresenterebbe un elemento di interesse e novità, dal nostalgico sapore, ma più significativo e ben lontano da singoli egoismi dello sport individuale; e se proprio la stagione, qualora ripartisse in estate, risultasse povera di eventi, perchè non organizzare eventi a scopo benefico a favore della ricerca, a questo punto anche sotto forma di esibizione individuale delle stelle del tennis mondiale?

Il 2021 in ogni caso, rappresenterà la vera ripartenza, e sarebbe corretto farlo ripartire esattamente dal punto in cui l’anno prima si era interrotto, vale a dire dopo lo Slam Australiano, qualora le competizioni ufficiali non ripartissero a luglio. Tutto sommato in questo modo, tutte le classifiche individuali potrebbero rimanere invariate. Certo, lo scenario è apocalittico, forse è prematuro ragionare in questo senso, ma noi abbiamo massimo rispetto per quanto sta accadendo in tutto in mondo in questi giorni, e ci imponiamo di pensare per concrete prospettive, lasciando tutto il tempo agli scienziati di fare il loro lavoro per combattere il virus, prezioso per l’intera umanità, senza esercitare eccessive ed inutili pressioni nei loro riguardi. (Michele Battezzati)