Una famiglia sul tatami

Giada Medves

Matteo e Giada Medves

con il judogi, imitati dai genitori

 

Sin dai primi istanti in cui ha messo i piedi sul tatami nella sua mente si è radicato un obiettivo ben preciso: quello di partecipare alle Olimpiadi.

In Matteo Medves, bella realtà del judo nazionale in forza allo Yama Arashi di Udine,  classe ‘94, le idee erano da subito ben chiare e questa è stata anche la chiave che gli ha consentito di conseguire risultati di grande importanza. Ma è stato il calcio il primo amore del ragazzino di S.Giovanni al Natisone, che, deciso ad un certo punto di appendere le scarpette al chiodo con un pizzico di disappunto di sua madre,  ha voluto indossare il judogi e iniziare l’avventura in un mondo tutto nuovo ma di grande fascino, scegliendo di potersi confrontare oltre che con i suoi avversari anche con se stesso, filosofia che solo i grandi campioni annoverano nel loro dna. Il suo primo maestro è stato Sebastiano Bilardello nel Tenri judo del suo paese. Nel bagaglio di Matteo grinta da vendere, determinazione e soprattutto la capacità di saper interpretare la gara con estrema freddezza accettando sempre la sfida e  conducendo con spiccata personalità l’incontro nella maniera a lui più congeniale. Ezio Gamba, direttore tecnico della nazionale russa, tesse grandi elogi nei confronti del giovane campione, vedendo in lui un punto di riferimento di indiscusso valore a livello nazionale ed internazionale. 

Per il ragazzo friulano, ormai punto fisso della nazionale Under 20, un palmarès di grande rispetto e una maturazione che lascia intravedere un futuro di grandi soddisfazioni: terzo agli italiani Under 15  nel 2007, stesso piazzamento nel 2009, primo nel 2010 e successi nell’European cup, con un primo posto nell’edizione portoghese e un terzo in quella di Lignano. Nel 2012 il suo obiettivo è riconquistare il titolo di campione italiano e consolidare la sua posizione nel giro della nazionale. I tecnici che lo seguono a livello di club sono Enzo de Denaro e Matteo Formiconi, mentre in  nazionale il team è  composto dalla friulana Laura Di Toma, dal triestino di adozione Raffaele Toniolo e da Nicola Moraci. Allenamenti di grande intensità, i suoi, per cinque giorni alla settimana, poi domenica gare, riuscendo ugualmente   a conciliare lo sport con lo studio grazie anche alla disponibilità degli insegnanti. La sua vita sentimentale non poteva  essere che con una judoka, anche se non siamo riusciti a farci svelare il suo nome. 

Che nella famiglia Medves il judo sia di casa lo testimonia il fatto che anche la sorella Giada si stia mettendo in evidenza in uno sport che a discapito dell’equitazione e della pallavolo ha voluto privilegiare nelle sue scelte. Cintura marrone con obiettivo primario la conquista di quella nera, nel suo curriculum c’è un quinto posto nel 2010 negli Under 15 e una terza posizione nel 2011, mirando al podio più alto nella prossima edizione degli italiani, posticipata da febbraio a giugno a causa dei noti eventi metereologici di questi giorni.

Classe ‘97, anche lei come il fratello Matteo i primi passi li muove nel Tenri judo che in seguito,  com’è noto, si è unito con lo Yama Arashi. E’ preparata dai tecnici Guendalina Torcellan, Marco Ciannanti e Lorenzo Bagnoli. Grande supporter del fratello Matteo, vede il judo come uno sport dove il gruppo è un aspetto fondamentale della disciplina anche se si tratta di una specialità individuale. Caratterino tutto pepe, Giada ha grande passione e voglia di dimostrare che anche lei in famiglia nel judo può dire la sua. Per la cronaca anche i genitori, il papà negli amatori del club udinese e la mamma (che però al secondo allenamento ha concluso la propria attività per un infortunio) vestono il judogi, dimostrando di non essere soltanto i primi tifosi di Giada e Matteo.

Gianfranco Borghesu