Vite di sport – Ecco la Top Ten dei campionissimi friulani

Siamo in tempi di covid-19, isolamento sociale e severe limitazioni imposte alle nostre vite. Lo sport è fermo, il Giro d’Italia verrà rinviato e non si sa quale sorte toccherà agli Europei di calcio e alle Olimpiadi. Cerchiamo allora qualche distrazione e concediamoci un gioco per il nuovo numero di Tremila Sport Magazine: quello di fare una classifica con i dieci sportivi più grandi dello sport friulano.

La selezione è stata tutt’altro che facile, innanzitutto per la difficoltà di confrontare discipline individuali e di gruppo, categorie maschili e femminili, epoche diverse e sport la cui diffusione e notorietà sono maggiori o minori. Ho pensato, allora, a dei criteri il più oggettivi possibile e ho creduto di trovarli nei piazzamenti ottenuti nelle massime competizioni mondiali, oltre che nella maggiore concorrenza internazionale che hanno incontrato i nostri campioni e nella continuità delle loro prestazioni. La scelta è avvenuta tra i soli atleti nati nel Friuli storico, preferibilmente da famiglie autoctone e in luoghi dove si parli friulano. Sono quindi escluse la provincia di Trieste e buona parte di quelle di Gorizia e Pordenone, come sono pure esclusi gli allenatori e i tecnici.

La graduatoria sarà ovviamente opinabile, ma servirà forse per suscitare discussioni e suggerire confronti. Per risvegliare, insomma, quell’interesse per lo sport e per la vita che resta uno degli antidoti più efficaci contro pensieri più gravi. Per rendere l’operazione più interessante, seguiremo un ordine crescente: l’ultimo dei nomi sarà anche il primo. E ora, partiamo!

Al decimo posto Enzo Del Forno, nato a Colloredo di Prato nel 1950, ottavo alle Olimpiadi del 1972 nel salto in alto, che per sette volte ha migliorato il record italiano ed è stato tre volte campione nazionale.

Al nono Daniele Pontoni, nato a Udine nel 1966, pluricampione italiano di ciclocross, quinto nella mountain bike alle Olimpiadi del 1996, campione del mondo nella categoria dilettanti (1992) e in quella elite (1997).

All’ottavo Franco Bertoli, nato a Cavalicco nel 1959, per 70 volte capitano della nazionale di pallavolo, un bronzo olimpico, sette volte campione d’Italia, due d’Europa e due del Mondo con la squadra di club.

Al settimo Chiara Cainero, nata a Udine nel 1978, sei volte campionessa europea nella categoria skeet (tiro a volo), campionessa mondiale a squadre nel 2005 e olimpionica individuale nel 2008.

Al sesto Venanzio Ortis, nato a Paluzza nel 1955, pluricampione italiano nei 5.000 e 10.000 metri, argento nei 10.000 ed oro nei 5.000 agli Europei del 1978.

Al quinto Corrado Barazzutti, nato a Udine nel 1953, campione italiano di tennis dal 1976 al 1982, cinque titoli vinti nel circuito maggiore mondiale, 62 partite e quattro finali di Coppa Davis, fra le quali l’unica vinta dall’Italia nel 1976.

Al quarto Alfredo Foni, nato a Udine nel 1911, campione d’Italia con la Juventus, per molti anni primatista di presenze in serie A (229), campione olimpico nel 1936 e del mondo nel 1938 con la nazionale.

Sul terzo gradino del podio Manuela Di Centa, nata a Paluzza nel 1963, pluricampionessa italiana nello sci da fondo, vincitrice della Coppa del mondo nel 1994 e 1996, cinque partecipazioni alle Olimpiadi, sette medaglie mondiali e sette olimpiche, di cui due d’oro nel 1994.

Al posto d’onore Primo Carnera, nato a Sequals nel 1906, la cui gloria si deve non soltanto all’eccezionale carriera pugilistica svolta negli Stati Uniti, ma soprattutto al fatto di essere stato l’unico italiano ad aver conquistato il titolo di campione del mondo dei pesi massimi nel 1933.

Al primo posto Dino Zoff, nato a Mariano del Friuli nel 1942, vincitore con la Juventus di sei scudetti, due Coppe Italia e una Coppa Uefa, detentore del primato di imbattibilità in nazionale (1142’), il calciatore più anziano ad aver vinto un mondiale e l’unico italiano ad aver vinto il titolo di campione d’Europa nel 1968 e di campione del Mondo nel 1982.

Questa la mia personale classifica. A ciascuno, adesso, il piacere di fare la propria! (Andrea Purinan)