Basket – Anche Mantova passa al Carnera. Per l’Apu è crisi nera

Sesta sconfitta consecutiva per Udine, in piena involuzione di gioco e di risultati

APU OWW UDINE – STAFF MANTOVA      57 – 68

(18-13;  30-31; 43-51)

APU: Johnson 11, Mussini 19, Deangeli, Nobile ne, Antonutti 8, Mobio, Agbara, Foulland 13, Giuri 6, Pellegrino, Italiano, Azzano  ne. Allenatore: Boniciolli

MANTOVA: Infante, Ceron 18, James 12, Ferrara 6, Ghersetti 5, Maspero 3, Cortese 7, Bonacini 10, Weaver7, Ziviani ne. Allenatore: Di Carlo

ARBITRI: Dionisi, Maschietto, Bramante

NOTE: Tiri liberi: Apu 20/25, Mantova 15/18. Tiri da 3 punti: Apu 5/26, Mantova 9/33. 5 falli: Ghersetti, Weaver, James.

LA CRONACA – Dopo la cenerentola Bergamo, un altro  avversario di modesto spessore, Mantova, passa al “Carnera” contro un’Apu apparsa in netta  crisi involutiva di gioco e conseguentemente di risultati e per la dirigenza friulana è ora tempo di assumere provvedimenti. Contro una delle squadre che le statistiche davano fra le più latenti sia in difesa che in attacco del girone Verde di A2, la formazione di Boniciolli ha incontrato sin dall’inizio molte difficoltà, con Johnson ad aver perso confidenza con il canestro (0/5 al tiro nei primi 20’), pure se con Foulland a  buon livello sotto canestro (5/6 da 2 e 5 rimbalzi nei primi due quarti) e Mussini in regia a imprimere rapidità in fase di costruzione e a dimostrarsi preciso in quella realizzativa. Mantova dal canto proprio, con due americani non trascendentali, giocava una gara onesta, senza fronzoli, rimanendo incollata nel punteggio a Udine (18-18 a inizio secondo quarto) e operando anche il sorpasso (26-29) al 7’ della seconda frazione con una tripla di Ceron. Con entrambe le difese a farsi intense, Apu anche a zona, gli opposti attacchi si ritrovavano irretiti, senza tiri facili a disposizione e con spazi ridotti in zona calda, con fluidità ridotta all’osso e fasi confuse interrotte dalle fiammate sul perimetro di Mussini, spentosi però anche lui nel prosieguo della gara, e dell’ex Cortese.

mantova dopo 3’20” del terzo quarto avanti 33-44 dopo un 2+1 di Weaver e una tripla dell’inflessibile Ceron dall’angolo e percorso in salita che Udine (con lo speaker a incitare il pubblico, nonostante le porte chiuse piuttosto numeroso in tribuna, a sostenere i bianconeri) provava a intraprendere aumentando il ritmo ma in modo approssimativo in fase conclusiva e con lucidità latente. Il punteggio gratificava ancora gli ospiti all’8’ (40-47),  Johnson si risvegliava e insaccava a seguire una tripla importante ma Maspero lo imitava e l’inseguimento dell’Apu proseguiva affannoso anche nell’ultima frazione. Ma con un esiguo 21,7% dalla lunga dopo i primi 30’ e lo stesso trend nel quarto conclusivo per i friulani appariva difficile risalire la china, mentre Mantova andava a nozze in contropiede. Il 43-58 dei primi 2’ siglato da James imprimeva un solco deciso alla gara, con squadre dalle idee confuse in un traffico fattosi a tratti caotico e bianconeri in ambasce nello sprint conclusivo (57-66 al 9’), incapaci di approfittare dell’uscita per falli di entrambi gli americani e dell’esperto Ghersetti, uscendo dal parquet per l’ennesima volta a capo chino. E nel post partita il silenzio stampa totale di squadra, staff tecnico e dirigenza la diceva lunga sul momento fattosi particolarmente critico del clan bianconero. E. F.