Basket – L’APU cede nell’ultimo quarto a Verona

Dopo tre frazioni punto a punto la formazione di Ramagli cede le armi in quella conclusiva contro la favorita numero uno alla promozione nella massima serie

APU OLD WILD WEST – TEZENIS VERONA    81 – 95

APU OWW: Cromer 11, Osasenaga ne, Amato 11, Antonutti 21, Fabi 10, Zilli 1, Cortese 5, Jerkovic ne, Beverly 15, Nobile 7, Penna, E. Micalich ne. Allenatore: Ramagli

TEZENIS: Poletti 10, Guglielmi ne, Love 19, Tomassini ne, Candussi 17, Prandin 4, Rosselli 11, Udom 11, Severini 13, Morgillo ne, Hasbrouck 10. Allenatore: Dalmonte

ARBITRI: Caforio, Centonza, Patti

NOTE: Tiri liberi: Apu 15/17, Verona 14/20; tiri da 3 punti: Apu 10/18, Verona 11/24; nessun uscito per 5 falli. Spettatori: 3300.

UDINE – Tre quarti alla grande, con Antonutti sopra le righe e un andamento punto a punto, poi la resa delle armi dell’Apu in un’ultima frazione in cui Verona ha evidenziato tutta la qualità di un organico senza punti deboli, con ben sette giocatori in doppia cifra. Dopo un primo quarto da fuochi artificiali, con Antonutti, Amato, Cromer, Fabi e Nobile a segno a ripetizione dalla lunga e un 75% da 3 punti a parlare chiaro  per i bianconeri nei primi dieci minuti, anche nella seconda frazione l’Apu rimaneva incollata alla ruota gialloblù (35-36 all’8’), pure se con maggiore fatica nel contenere i lunghi di Dalmonte sotto canestro.

E dopo il riposo stessa musica, con un gioco a rincorrersi che aveva per primattori Antonutti sul fronte friulano e Love su quello scaligero e primi 30’ a concludersi su un 64 pari che costituiva un’iniezione di fiducia per l’Apu in vista del rush finale. Ma gradualmente la formazione di Ramagli invece si smarriva, con Cortese e Cromer a non incidere come avrebbero dovuto e dalla parte opposta Love, Rosselli, Poletti, Candussi e Severini a imprimere il loro marchio sottomisura e dal perimetro, creando fra le due squadre un divario di 16 punti (75-91) a poco più di 2’ dalla fine. A quel punto Udine non aveva più la capacità di reagire, chiudendo con una sorta di no contest pugilistico la gara d’esordio al “Carnera”. (Edi Fabris)