Basket – Pascolo: “Quei primi passi in maglia Snaidero”

Davide Pascolo, ala grande udinese dell’Aquila Trento, si racconta nell’intervista rilasciata ad Alessandro Vescini nel nuovo numero di Tremila Sport Magazine.

Davide Pascolo, ala grande classe 1990 attualmente in forza all’Aquila Trento in Serie A1, ha mosso i primi passi a Udine. Dopo aver iniziato a calcare il parquet nelle giovanili a Fagagna, passa alla Snaidero Udine dove in pochi anni arriva a giocare nel quintetto della prima squadra. Dopo due stagioni in A2, si trasferisce all’Aquila Basket Trento con cui inizia la scalata verso i massimi livelli della pallacanestro italiana ed europea.

Infatti, entra nella stagione 2015/2016 nell’All-Eurocup First Team, primo quintetto della competizione. Questo riconoscimento gli permette di firmare con l’Olimpia Milano, con cui vince uno Scudetto, una Coppa Italia e due Supercoppe, prima di far ritorno in Trentino. Chiamato più volte anche nel giro della Nazionale, tra giovanili e squadra maggiore, ha partecipato al FIBA EuroBasket Under 20 del 2010 e alla Trentino Cup 2014, di cui si aggiudica il premio MVP.

È d’accordo con la decisione della Lega Basket di sospendere i campionati vista l’emergenza Covid-19?

“In effetti non ha senso, stanno spuntando sempre più casi anche nel mondo dello sport. Sono d’accordo con la decisione della Lega Basket, abbiamo sospeso anche tutti gli allenamenti. Essendo uno sport di contatto favorisce la diffusione del virus, che in questo momento è da evitare. Non solo per i giocatori ma anche per tutte le persone attorno, dalla famiglia allo staff”.

Molti giovani per giocare ad alti livelli sono costretti a girare l’Italia, quanto è importante per un ragazzo esordire nella squadra della sua città?

“Sicuramente è un onore e un motivo d’orgoglio in più. Non è facile, spesso si è portati a girare per l’Italia, ma per un ragazzo può rappresentare uno sprono in più”.

Per arrivarci è meglio perfezionare un particolare oppure cercare di essere i più completi possibili?

“Non c’è una regola. Quando uno è giovane in più fondamentali si specializza meglio è. Poi quando cresce gli viene richiesto magari una particolare qualità oppure scopre di averla e decide di focalizzarsi su quella. Io ho sempre cercato di lavorare su tutto quello in cui posso migliorare per essere competitivo in ogni aspetto del gioco. Poi ci sono dei cestisti che sono straordinari in un fondamentale e riescono a fare la differenza a ogni livello”.

Nonostante la recente eliminazione in Eurocup avete un ottimo roster, si possono avere obiettivi ambiziosi?

“Prima dello stop, con il rammarico di non esserci qualificati per la Coppa Italia, in Eurocup oggettivamente avevano un girone complicato. Potevamo raccogliere qualcosa in più in qualche partita se le cose fossero girate in maniera differente. Prima dell’emergenza eravamo in piena corsa playoff, quindi quando si riprenderà punteremo a giocarcela contro tutti”.

Giocatori come Nicolò Melli hanno aspettato a lungo prima di decidere di fare il grande salto verso l’Nba, lei coglierebbe l’occasione al volo oppure farebbe come la nuova ala di New Orleans e aspetterebbe di avere l’esperienza necessaria?

“Francamente la vedo come un’ipotesi impossibile. A livello generale per un giocatore europeo dipende molto dalla sua crescita. Nicolò ha fatto bene ad aspettare a mio parere, ha colto l’occasione quando si è presentata in maniera concreta. Sono decisioni che si prendono nel momento in cui si prospettano le possibilità, perché va valutata anche la scelta di rimanere all’estero”… (CONTINUA)