Basket – La capolista Segafredo passa a Trieste all’overtime

Elmore in palleggio contro la Segafredo (Archivio Pallacanestro Trieste)

Dire che Trieste abbia buttato al vento la vittoria (85-89 il finale, dopo un supplementare) contro la capolista Segafredo Bologna forse è eccessivo, vista la qualità degli emiliani nettamente superiore a quella dei padroni di casa. Però il concetto non passa molto lontano dalla realtà delle cose: per due volte i biancorossi hanno avuto l’occasione di costruire l’impresa clamorosa e in entrambi i casi hanno distrutto ciò che appena avevano costruito. All’intervallo erano andati su uno scoppiettante 48-35 grazie alla pioggia di bombe che avevano fatto cadere sulla Segafredo, ben 8. In avvio di ripresa, però, si sono inspiegabilmente smarriti, restando per i primi 6 minuti senza vedere il canestro e si sono fatti riprendere. Nel finale, replica ancora più cocente: 6 punti di vantaggio a fino a 2 minuti dalla fine, con almeno 3-4 occasioni sprecate banalmente per dare il colpo del ko. Quindi nuova rimonta bolognese e in extremis Teodosic li ha portati al supplementare. e a quel punto lo stesso playmaker serbo è salito in cattedra e ha dato lezione di basket a tutti, chiudendo da solo il confronto. Quando hai uno come lui in campo puoi dormire tranquillo perchè sai che nel momento decisivo ci penserà lui a risolvere i problemi.

Sonni che non può dormire Dalmasson, che deve trovare ancora il modo di dare continuità alla sua squadra, che vive dell’alternanza emotiva dei suoi, in certi momenti esplosivi e incontenibili in campo, in altri spenti e annebbiati. Fondamentalmente, però, molto dipende dall’identità di squadra non ancora definita: nei momenti importanti la palla gira poco, ognuno cerca l’uno contro uno come si usa fare in America e se la qualità non sostiene, si finisce per soccombere. Del sistema di Dalmasson si vede ancora poco, vedere 5 passaggi in fila di Trieste è una chimera. All’inizio sembrava che si fossero finalmente svegliati anche Elmore e Justice, con il primo soprattutto devastante con 14 punti in 12 minuti (6 per Justice). Poi si sono riassorbiti da soli. Qualcosa il playmaker ha fatto ancora nel finale, chiudendo con 20 punti di bottino personale, mvp biancorosso, ma è mancato nei momenti decisivi. Ma più o meno, quando era il momento clou, sono mancati tutti.

Cronaca. Dalmasson sceglie un quintetto da battaglia, con Coronica subito in campo per dare aggressività in difesa. E infatti la Segafredo soffre, mentre Trieste sfrutta ogni pallone prima con Mitchell e poi con Elmore che finalmente si sveglia, indovina la prima tripla, prende fiducia e diventa un’arma letale. La difesa è la prima arma biancorossa per limitare la capolista, tenuta a 16 punti nel primo quarto e a 35 all’intervallo. La seconda è il tiro dall’arco: 4 di Elmore, 1 di Justice, 3 di Cavaliero e il bombardamento scava il fossato che porta Trieste al riposo sul +13, 48-35. E per inciso, finalmente Elmore e Justice stanno dando dividendi da americani: 20 punti in due, che al quarto d’ora di gioco erano quasi l’80% della produzione complessiva della squadra.

In avvio di ripresa Trieste ha perso la vena realizzatrice, resta per 6’09” senza segnare neanche un punto e così la Segafredo non si fa pregare e con un 13-0 raggiunge la parità a 48. Le triple non entrano più, soprattutto ai due tiratori yankees che infatti uno dopo l’altro vengono richiamati in panchina. Però i biancorossi, una volta ripresi, ritornano a difendere e interrompono l’inerzia favorevole degli ospiti. E aggrappandosi a un paio di iniziative di Jones e Peric vanno all’ultimo quarto con un minimo vantaggio, 60-55. E’ un periodo combattuto, nel quale si gioca sui nervi, più che sulla tecnica. Trieste non ha più fluidità di manovra, nè punti nelle mani. Fa tesoro di quel poco che passa davanti per muovere il tabellone, ma soprattutto si affida alla difesa per frenare la Segafredo che, sorniona, grazie alla sua classe superiore trova sempre l’imbucata giusta per ribattere punto su punto.

Dopo un nuovo blackout di quasi 4 minuti, i padroni di casa riescono a costruire grazie ad alcune iniziative di Jones e un paio di viaggi in lunetta un tesoretto di 6 punti (71-65) quando alla sirena finale mancano appena 2 minuti. Ma di nuovo si spegne la luce, la Segafredo di nuovo si riporta sotto, ma Cavaliero ha il colpo del ko dalla linea della carità. Daniele però sbaglia il secondo tiro e Bologna va all’ultimo attacco sotto di 2. I bianconeri danno la palla a Teodosic che se la custodisce fino al prevedibile fallo subito. Dalla lunetta segna il 72 pari, ma Trieste ha ancora 9 secondi per trovare il canestro vincente. Solo che Jones non muove palla e aspetta solo l’occasione di un tiro che non arriva e si va all’overtime.

Altri 4 minuti di equilibrio e poi, quando il gioco si fa duro, il leader decide che è il suo momento. Sua Maestà Teodosic infila 5 punti consecutivi che portano Bologna avanti e poi dalla lunetta conclude il lavoro. Gli ultimi 10 punti di Bologna sono tutti suoi, Trieste sa opporre soltanto 4 tiri liberi di Peric e Cavaliero e un inutile centro di Mitchell sulla sirena. Ma è troppo tardi.

Matteo Contessa

PALLACANESTRO TRIESTE – VIRTUS BOLOGNA   85 – 89 dts

Pallacanestro Trieste: Coronica, Cooke 8, Peric 8, Jones 15, Arnaldo ne, Strautins, Janelidze ne, Cavaliero 16, Da Ros 5, Mitchell 7, Elmore 20, Justice 6. All. Dalmasson.
Segafredo Virtus Bologna: Gaines 12, Deri ne, Pajola 4, Baldi Rossi, Markovic 7, Ricci 4, Delia ne, Cournooh 5, Hunter 16, Nikolic ne, Teodosic 24, Gamble 17. All. Djordjevic.

Elmore in palleggio contro la Segafredo (Archivio Pallacanestro Trieste)

Parziali: 20-16; 48-35; 60-55; 72-72
Arbitri: Begnis, Giovannetti e Dori