Bjedov: “Io friulano ad honorem”

Goran Bjedov
Goran Bjedov

Punteggio d’altri tempi (59-52) quello che ha risolto a favore di Treviso il derby triveneto con l’Apu nella giornata d’esordio del campionato di DnB. Grandi difese o polveri bagnate in fase offensiva? «Più semplicemente forse il peso dell’emozione – giustifica il tecnico dei trevigiani, il croato-friulano Goran Bjedov – . Parlo per noi, ovviamente, ma penso sia stato così anche per l’Apu. La mia non si vedeva ma quella dei ragazzi sì, ed esordire con i colori della propria città di fronte a 1500 spettatori ha indubbiamente influito e ci siamo ritrovati, pur difendendo bene, a giocare contratti e sicuramente poco tranquilli, tanto che nei minuti finali abbiamo perso banalmente molti palloni che avrebbero potuto chiudere definitivamente il discorso . Ma l’importante per noi era cominciare bene, anche perchè nel prossimo turno ci troveremo di fronte in trasferta Montichiari, un’altra pretendente alla promozione».

Già, come l’Apu, anche Treviso ha puntato sull’attaccamento alla terra d’origine dei giocatori nella composizione dell’organico, una scelta che Bjedov condivide appieno: «L’abbiamo considerato una componente importante anche per giocatori esperti – considera – , una scelta che speriamo alla fine paghi. La formula del campionato di DnB è complessa e a mio avviso andava eliminata la fase a orologio, puntando invece sugli incroci con le prime degli altri gironi. Ci saranno in pratica quattro campionati in uno, sarà dura per tutti».

Treviso, che come Udine ha fame di risalita verso categorie più consone al proprio blasone, si è comunque strutturata anche nei minimi dettagli per raggiungere l’obiettivo prefissato, riferisce il tecnico: «Abbiamo fior di campioni vicini alla società e anche questo è un fattore di non secondaria importanza. Domenica, ad esempio, prima dell’incontro con l’Apu, Ricky Pittis, capitano storico della Benetton, ha parlato alla squadra, praticandole un’iniezione di fiducia e si è trattato di un gesto di grande impatto emotivo e psicologico».

Ma tiene molto anche alle sorti della pallacanestro friulana, Goran Bjedov, dal 2000 al 2007 responsabile del settore giovanile della Snaidero e assistente in serie A di Alibegovic, Cavina e Garelli: «Mi sento ormai friulano – assicura – dopo aver lavorato per molti anni alla Snaidero e scelto di vivere con la famiglia (ndr: moglie e due bambini) a Tricesimo, dove sono anche vicino di casa di Bellina, lungo dell’Apu. Di conseguenza mi è molto spiaciuta l’uscita di scena di Edi Snaidero, che ho rivisto di recente con piacere a Treviso ad una riunione di ex presidenti di serie A, e la conseguente scomparsa dal Friuli del basket di vertice. Ma ho toccato con mano l’entusiasmo che anima la dirigenza dell’Apu e la volontà del club di risalire verso posizioni di maggior prestigio e questo è senza dubbio confortante».

Sorride forse scaramanticamente, Goran, quando gli si attribuisce il ruolo di squadra da battere: «Sulla carta è stato costruito un buon roster – si schermisce – ma dovrà essere il campo a confermare le previsioni della vigilia. In questo ruolo, in ogni caso, vanno inserite anche Montichiari, Orzinuovi e la stessa Apu e, come ho detto prima, la lotta per la promozione sarà molto dura».