Bosini: “Con Celotto fuori dal tunnel”

Paolo Bosini, chiamato alla guida di Codroipo
Paolo Bosini, chiamato alla guida di Codroipo

Al timone della Bluenergy ci voleva l’esperienza di un guru del basket come Paolo Bosini per risollevare la compagine codroipese da una critica situazione di classifica che, fino a poco più di un mese fa, ne metteva in serio pericolo la permanenza in C regionale.

Isontino, con un lungo trascorso in serie A tra gli anni Ottanta e Novanta a Udine e Gorizia, Bosini ha nel tempo lasciato la sua impronta anche nelle serie minori, passando per Trieste, Pordenone e Latisana, e il suo recente approdo a Codroipo ha portato la squadra a un filotto di vittorie consecutive. Ciò nonostante, il tecnico si guarda bene dal definirsi un “profeta in patria” e valorizza l’operato in panchina di chi lo precedeva, Luca Di Leo, attribuendo piuttosto a cause esterne i motivi della non esaltante stagione codroipese.

«Per sfortuna di Di Leo un elevato numero di infortunati ha condizionato il campionato fin dalle prime partite, nelle quali sono maturate delle sconfitte non ben metabolizzate da un gruppo in gran parte composto da under 20 – sostiene la guida goriziana – . Il diciottenne Sant, i ‘94 Pignaton, Girardo e Coppino e i ‘93 Moretti, Nobile, Pontisso e Bianchini, per quanto brillanti e dotati di ottimo potenziale per l’avvenire, necessitano ancora di un po’ di tempo per un’effettiva maturazione e hanno sofferto assenze pesanti come quelle di Marella e capitan Serrao».

Bosini, dunque, si è subito reso conto dell’urgenza di rinforzare l’organico con un elemento di esperienza ed è corso ai ripari portando a Codroipo il play 27enne Celotto, che già aveva allenato a Latisana. «Con un punto di riferimento come lui – prosegue il tecnico – i compagni più giovani hanno acquistato sicurezza e hanno migliorato il proprio rendimento. Senza modificare più di tanto gli schemi di Di Leo, che ritenevo più che validi, ho notato ben presto dei progressi, sia in difesa sia in fatto di concretezza, grazie ai quali ci siamo traghettati in acque più tranquille». (Lorenzo Paussa)