Di Giulio, come te la passi in quel di Venezia?

Alla Reyer con nostalgia. Christian Di Giuliomaria, romano di Zagarolo, per più stagioni capitano arancione, ammette di aver atteso fino all’ultimo istante, l’estate scorsa, di cedere alla corte del club veneziano.

“La situazione alla Snaidero era quella che tutti conoscono e che fortunatamente si è alla fine risolta in modo positivo – dice il popolare Di Giulio – . Nel mio contratto con il club friulano esisteva un’opzione per la stagione successiva che io avrei voluto onorare.
Ci avrei tenuto a rimanere, lo confesso, anche perchè non si possono dimenticare certe stagioni esaltanti con addosso la maglia arancione. Di non essere l’ultimo, poi, credo di averlo dimostrato”.
– Nella nuova destinazione, comunque, non sembra vada poi cos» male…
“Abito a Campalto, non lontano dal palazzetto di Mestre, ma la famiglia è rimasta a Udine. Quando giochiamo in casa mi raggiungono il venerd» e rientriamo poi insieme in Friuli. La distanza, insomma, non è un problema”.
– E tanto meno la societ�, che ha programmi ambiziosi.
“E’ stato allestito uno squadrone, certo, ma oltre a questo è la stabilità dirigenziale del club a conferire delle certezze. Per quanto mi riguarda sono stato voluto fermamente anche dall’allenatore e questo alla fine mi ha convinto ad accettare la proposta della Reyer, con la quale spero di rientrare a fine campionato nella massima categoria”.
– Dalla Snaidero avete comunque subito una battuta d’arresto inaspettata.
“E aggiungerei salutare, giunta fortunatamente in avvio di campionato anzichè a stagione inoltrata. La mia ex squadra ha messo a nudo dei nostri difetti che abbiamo provveduto subito ad annullare, vincendo largo con Casale Monferrato. Abbiamo permesso alla Snaidero di gestire senza troppo affanno i ritmi della partita e questo non deve accadere ad una squadra come la nostra, deputata al ruolo di primattrice del campionato. Uno stop che comunque, ripeto, abbiamo assorbito bene in tempi ristretti, comprendendo il valore del lavoro, dell’attaccamento alla maglia e delle regole”.
– Una vittoria di prestigio comunque pagata cara dalla Snaidero.
“L’aver perso Mathis è in effetti un handicap non da poco. Donte è play esperto, buon conoscitore della Legadue ed esempio anche fuori dal campo per i compagni. Quello arancione mi è parso comunque un gruppo solido e quadrato e che sicuramente ritroverà quanto prima i propri equilibri a prescindere dalla perdita del suo leader. Il fatto è che ad essere fuori è anche Brkic e se viene meno l’asse play pivot sono spesso dolori. Ma sento dire che i tempi di recupero del centro sono comunque ridotti”.
– Ti sembra troppo giovane, la tua ex squadra, nel suo secondo quintetto?
“E’ ora di finirla con questa storia dei troppo giovani. Se si sa giocare a basket ogni età è buona”.
– Un passo all’indietro: come spieghi il flop arancione della scorsa stagione con una squadra sulla carta non troppo inferiore ad altre che si sono salvate?
“Si trattò di un insieme di concause che non vale la pena di riportare alla luce. E il tourbillon di allenatori succedutisi in panchina non fece che aumentare la confusione. Ce ne furono alcuni bravissimi dal punto di vista tecnico ma incapaci di comunicare con i giocatori ed altri non certo fenomeni ma in grado di conferire qualche stimolo alla squadra. Ma a fine campionato nemmeno Ettore Messina sarebbe stato in grado di rimettere in sesto la situazione”.
– Alla Reyer quale futuro per te?
“Ho firmato un contratto biennale, quindi ritengo sia stata riposta in me una certa fiducia anche in vista della serie A”.