Giacomo Rosso: “Conflitto d’interessi? Tutte balle”

Giacomo Rosso, della Goriziana
Giacomo Rosso, della Goriziana

Il padre Roberto è da trent’anni il presidente della Goriziana basket mentre il figlio Giacomo, ala/guardia classe ’89, è nel quintetto base della stessa società. I più maligni potrebbero vederci qualcosa di losco, appellarsi al classico conflitto di interessi che sembra palesarsi dietro a questa strana convivenza sia personale che sportiva. Loro, i due Rosso, rispondono così alle recriminazioni più o meno velate:

«Dopo tutte le esperienze fatte fuori Gorizia ho sempre ottenuto ottime conferme – racconta Giacomo –. Molte società avrebbero voluto che rimanessi a giocare con loro, anche se poi sono subentrate altre scelte dettate da diverse problematiche».

Pure Roberto conferma quanto detto dal figlio e aggiunge: «All’età di diciott’anni gli era stata offerta la possibilità di un contratto da semiprofessionista con l’Agrigento al quale mi sono dovuto opporre causa intoppi scolastici. Ci tengo a sottolineare che mio figlio gioca perché merita: ha tanta passione e sebbene quest’anno abbia peccato in quanto a continuità di prestazioni, lo reputo, e non sono l’unico, un giocatore di indubbio talento. Sono fiero che Giacomo sia un ragazzo di sani principi e mi rammarico del fatto che Giovanni, l’altro mio figlio, abbia dovuto abbandonarci anzitempo perché impegnato con il ristorante appena aperto a Gorizia. Altro aspetto che non mi soddisfa appieno sono le prestazioni dell’intera squadra; pur essendo una neopromossa avevamo a disposizione un roster da ben altre posizioni di classifica. Siamo una delle poche squadre ad aver confermato i giocatori dell’anno scorso con i soli Marcetic e Delpin come valori aggiunti più o meno azzeccati. Il progetto era consistente ma ci sono stati dei problemi di mentalità che ci hanno fatto perdere più di qualche partita ampiamente alla nostra portata. Abbiamo comunque ottenuto la matematica salvezza, obiettivo minimo, e siamo ancora in corsa per i play-off, il cui raggiungimento spero apporti altre motivazioni a tutto l’ambiente».

«Mi auguro vivamente che in questo finale di stagione ci sia un repentino cambio di rotta che ci permetta di giocarci alla grande gli eventuali play-off e di portare fieno in cascina in vista della prossima stagione – aggiunge Giacomo -. Per quanto mi riguarda, mi auguro di migliorare le prestazioni a tratti poco convincenti di quest’anno, continuando però a vivere il basket come una passione e non come un lavoro. Sono contento di giocare nella società di mio padre, un presidente animato da un’enorme passione per questo sport che lo porta a sacrificarsi in toto per la Goriziana e per il basket in generale». (Valeria Degano)