Giulia Fragiacomo: “Non mollo. Scommettiamo che…”

Giulia Fragiacomo
Giulia Fragiacomo

L’avevamo sentita qualche mese fa, durante le prime battute del campionato di serie A2 di basket femminile, curiosi del fatto che non figurasse tra le giocatrici della rosa della sua Interclub Muggia. Giulia Fragiacomo, triestina classe ’93, ci aveva raccontato dei tanti infortuni che non le davano tregua, ultimi in ordine cronologico l’infiammazione alla cartilagine del polso destro e la lesione al legamento della caviglia rimediato durante un allenamento a fine stagione regolamentare. Parlando con la società aveva deciso di prendersi una pausa dalla pallacanestro giocata per poter guarire totalmente dal punto di vista fisico e ricaricare le batterie.

È passato quasi un anno ormai Giulia; come procede il recupero?

«La caviglia sta bene, non ho più avuto problemi; sento invece ancora dolore al polso, alcune giornate più di altre. Alla fisioterapia ci sono abituata tanto che il rapporto con il fisioterapista è diventato addirittura di amicizia; la cosa stressante è stato il non riuscire a fare anche i movimenti più semplici a causa del grande dolore e la pazienza necessaria nel rispettare i tempi di recupero. Questo anno sabatico mi ha dato la possibilità di prendermi tutto il tempo necessario per guarire pienamente dagli infortuni».

Come sono cambiati la tua vita e il tuo approccio al basket in questo ultimo periodo?

«Sono sempre rimasta a stretto contatto con Muggia anche perché l’allenatore Jogan è mio cognato e adesso che è nato il mio bellissimo nipotino Matej ci vediamo ancora più spesso. Muggia per me è sinonimo di casa; seguo tutte le partite, anche in trasferta quando è possibile e spesso vado in palestra a salutare le ragazze, con le quali ci vediamo quando i nostri impegni ce lo permettono. Continuo a lavorare sia per fare nuove esperienze sia perché il fatto di non pesare sulle spalle dei miei genitori è gratificante; non ho accantonato l’idea dell’università anche se non ho ancora in mente cosa farò nel prossimo futuro. Quest’estate vedremo cosa mi passerà per la testa».

E per quanto riguarda la pallacanestro? Non ti è mai passato per la testa il pensiero di ricominciare a giocare?

«Sinceramente ora come ora non saprei dare una risposta certa. Per adesso prevale ancora la paura di farmi male e di non essere all’altezza; quest’estate proverò a riprendere seriamente il pallone in mano e vedremo che sensazioni avrò. All’inizio del 2013 mi è stato proposto di fare da assistente ai ragazzi del 2000 della Pallacanestro Trieste, società in cui ho mosso i miei primi passi sportivi. Non ho potuto rifiutare anche in nome dei bellissimi ricordi che mi ha lasciato questa realtà, sia dal punto di vista sportivo che umano; inoltre adoro lavorare con i giovani e mi entusiasma il poter insegnare loro tutti i trucchetti e i fondamentali che mi sono stati insegnati quand’ero piccola. Vado sempre 15/30 minuti prima dell’allenamento per tirare un po’ per conto mio e improvvisare qualche sfida con i ragazzi e credo che questa esperienza mi stia facendo capire ancora di più quanto adori questo sport». (Valeria Degano)